Catania, moria di pesci alla foce del Buttaceto: residenti denunciano sversamenti nell'Oasi del Simeto

Decine di mulettI cefalo trovati morti; comitato punta il dito contro sversamenti e depuratore, istituzioni annunciano verifiche.

A cura di Redazione
15 giugno 2026 09:30
Catania, moria di pesci alla foce del Buttaceto: residenti denunciano sversamenti nell'Oasi del Simeto -
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Alla foce del torrente Buttaceto, nell'area dell'Oasi del Simeto, è in corso una consistente moria di pesci che ha allertato residenti, comitati e istituzioni locali. I ritrovamenti più frequenti riguardano esemplari di "muletto cefalo", ciascuno di circa 400 grammi, sparsi lungo la baia e la Plaia per effetto delle correnti.

Il Comitato residenti Primosole Beach, tramite il portavoce Mauro Pulvirenti, denuncia «una vera e propria strage di pesci» e mette in relazione l'evento con sversamenti inquinanti nel canale e nella foce: «Serve il controllo degli sversamenti, di qualunque natura essi siano inclusi quelli derivanti dal depuratore di Pantano d'Arci», ha affermato Pulvirenti, che contesta anche presunte deviazioni di acque industriali nella rete di trattamento.

La Sidra, gestore del depuratore, respinge l'ipotesi di un malfunzionamento dei propri impianti: «Le analisi delle acque depurate, regolarmente effettuate, corrispondono ai parametri», ha dichiarato il presidente Mario Di Mulo. Nonostante ciò, le domande dei residenti rimangono su cosa venga effettivamente trattato quando vengono convogliate anche acque provenienti dalla zona industriale.

Sulla vicenda è intervenuto anche Alessandro Campisi, consigliere della Città metropolitana con delega all'Ambiente, che ha parlato di «dubbio» su fonti di inquinamento non controllato. Campisi ha annunciato che approfondirà la questione con il direttore dell'Oasi del Simeto, Umberto Troja, e il dirigente Santi Domina, e che avviserà il sindaco Enrico Trantino e l'assessore all'Ecologia Massimo Pesce per avviare verifiche coordinate.

Anche il presidente del VI Municipio, Francesco Valenti, ha convocato una seduta del consiglio a Torre Allegra sulle criticità emerse: inviterà Campisi, l'assessore al Mare Andrea Guzzardi e la Polizia provinciale per fare il punto e valutare azioni immediate di controllo sul territorio.

Fonti locali e i cittadini richiamano la necessità di campionamenti tempestivi, analisi tossicologiche e trasparenza sui risultati affinché si possa risalire alle cause della moria. Al momento non sono stati pubblicati esiti di accertamenti indipendenti né ordinanze di interdizione di aree balneari o attività di pesca.

Gli eventi sollevano interrogativi sulla gestione dei reflui e sulla capacità degli impianti di trattamento di separare i reflui civili da quelli industriali. Il comitato sottolinea che il depuratore di Pantano d'Arci è abilitato a trattare solo i primi, e chiede risposte chiare su eventuali deviazioni o sversamenti non autorizzati.

Le autorità locali hanno annunciato che saranno intensificati i controlli sul territorio e che saranno coinvolte le strutture di Protezione dell'ambiente per verificare la presenza di agenti contaminanti. Rimane centrale la domanda dei residenti: quali sostanze hanno causato la moria e chi ne dovrà rispondere ufficialmente?

La vicenda resta aperta e seguirà probabilmente fasi investigative e amministrative: nei prossimi giorni sono attese riunioni tecniche, ulteriori campionamenti e comunicazioni ufficiali dagli enti coinvolti. Nel frattempo la comunità locale chiede tempestività e trasparenza nella gestione della crisi ambientale.

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