Etna, lavori privati a Piano del Vescovo: Legambiente denuncia assenza di cartelli e chiede accesso agli atti
Il Circolo Etneo segnala cantieri avviati in zona B senza informazioni obbligatorie; l'associazione ha chiesto documenti agli organi competenti.
Il caso segnalato
Legambiente Circolo Etneo ha reso pubblico un allarme riguardante lavori nel cuore dell'area protetta dell'Etna. Secondo il post social diffuso dall'associazione, un privato avrebbe avviato interventi a Piano del Vescovo, in zona B, senza esporre il previsto cartello di inizio lavori contenente dati su concessione, ditte coinvolte e direttore dei lavori.
Cosa denuncia Legambiente
Nella comunicazione pubblicata, il Circolo Etneo parla di un'“arroganza” del privato che si impone in un contesto tutelato e manifesta forte preoccupazione per la mancata trasparenza. L'associazione ha ricordato l'obbligo di esporre un cartello con le informazioni previste dalla normativa locale e nazionale per i cantieri, elemento che serve anche a garantire la responsabilità delle ditte e dei professionisti coinvolti.
Quadro normativo e obblighi formali
La zona segnalata è classificata come zona B nell'area protetta: tale qualifica comporta vincoli e procedure autorizzative più stringenti rispetto alle aree non protette. In questo contesto, l'assenza del cartello può essere sintomo di un difetto procedurale o di una mancata comunicazione agli organi competenti.
L'azione intrapresa: accesso agli atti e vigilanza
Per verificare la regolarità degli interventi, Legambiente ha presentato una richiesta di accesso agli atti agli organi competenti. L'associazione annuncia che vigilerà con attenzione sull'evolversi della situazione e che intende rendere pubblici gli esiti delle verifiche. Questo passo punta a chiarire se le autorizzazioni siano state rilasciate e se le procedure siano state rispettate.
Rischi per il paesaggio e per gli ecosistemi
L'Etna è un sito di alto valore paesaggistico e ambientale: interventi non autorizzati o non monitorati possono avere impatti sul paesaggio, sulla vegetazione e sui sistemi di drenaggio tipici dell'area vulcanica. La tutela delle specificità ecologiche locali è uno dei motivi della classificazione di aree come la zona B, dove gli interventi di trasformazione del suolo richiedono maggiore attenzione.