Ex Reclusorio Femminile: opposizione interroga il Comune sulla rifunzionalizzazione

I gruppi di opposizione chiedono trasparenza e coinvolgimento dopo l'avviso dell'Opera Pia per il recupero dell'ex Reclusorio di via Corrado Avolio.

A cura di Redazione Redazione
03 giugno 2026 10:16
Ex Reclusorio Femminile: opposizione interroga il Comune sulla rifunzionalizzazione -
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I gruppi consiliari di opposizione hanno formalmente presentato un'interrogazione al Sindaco e alla Giunta comunale sulla procedura avviata dall'Opera Pia Istituto Santa Lucia per la rifunzionalizzazione dell'ex Reclusorio Femminile, immobile storico sito in via Corrado Avolio, sede dell'esperienza del Centro San Saverio.

Consiglieri firmatari: Mariangela Di Gangi, Giulia Argiroffi, Carmelo Miceli, Fabio Giambrone, Massimiliano Giaconia, Antonino Randazzo, Alberto Mangano, Giuseppe Miceli, Rosario Arcoleo, Fabio Teresi e Ugo Forello. I firmatari chiedono chiarimenti urgenti sulla procedura e sugli effetti per la comunità territoriale.

Dettagli dell'avviso esplorativo

Nei giorni scorsi l'Opera Pia, proprietaria dell'immobile, ha pubblicato un avviso esplorativo volto a individuare soggetti interessati alla coprogettazione, al recupero e alla futura gestione della struttura. Nell'avviso si richiamano finalità sociali e culturali, ma vengono esplicitamente contemplate forme di attività economica e di gestione di lungo periodo finalizzate alla sostenibilità finanziaria del progetto.

Le attività menzionate nell'avviso includono, tra le altre:

  • Ostello sociale
  • Caffetteria
  • Spazi di coworking
  • Altre attività volute a garantire la sostenibilità economica del progetto

Tali previsioni hanno sollevato interrogativi sull'equilibrio tra la vocazione sociale storica del luogo e le esigenze di redditività che potrebbero guidare scelte di gestione a lungo termine.

Le richieste e le preoccupazioni dell'opposizione

I consiglieri di opposizione sottolineano che si tratta di un luogo che per decenni ha rappresentato un presidio sociale, educativo e culturale per il quartiere Albergheria. Per questo motivo chiedono che qualsiasi scelta sul futuro dell'immobile avvenga nella massima trasparenza e con il pieno coinvolgimento della comunità territoriale e delle realtà associative che negli anni hanno costruito percorsi di inclusione, partecipazione e solidarietà.

Nell'interrogazione si sollecitano chiarimenti su criteri, tempi e garanzie: in particolare gli oppositori intendono sapere quali vincoli saranno posti per tutelare le finalità sociali e culturali indicate nell'avviso, come saranno selezionati i soggetti coprogettanti e quale ruolo avrà il Comune nel processo decisionale.

L'atto formale presentato dagli esponenti di minoranza ora attende una risposta da parte dell'amministrazione comunale. La questione riaccende il dibattito sul destino di una struttura con una forte valenza pubblica e sul bisogno di bilanciare la sostenibilità economica del progetto con la tutela delle funzioni sociali storiche del bene.

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