Falena Orgyia a Pantelleria: allerta del Parco e linee guida per boschi e colture
Il Parco di Pantelleria segnala la ripresa dell'infestazione da Orgyia trigotephras: aree colpite, rischi per la vegetazione e misure pratiche per cittadini e agricoltori.
Nel corso dei monitoraggi recenti l'Ente Parco Nazionale Isola di Pantelleria ha confermato la ricomparsa della falena Orgyia trigotephras nelle aree boscate dell'isola. La segnalazione del 19 giugno 2026 individua le prime zone di infestazione e le aree in espansione: Montagna Grande, Gibéle, Kúddia Randazzo, Kúddia Mida e Tikhirríkhi. Questa notizia è l'incidente scatenante di un richiamo alla responsabilità collettiva per limitare impatti su natura e agricoltura.
La specie è nota alle autorità locali per precedenti presenze con densità maggiori negli anni passati. Si tratta di un lepidottero polifago: i bruchi si nutrono di numerose piante della macchia e del bosco pantesco, come leccio, corbezzolo, lentisco ed erica. Al momento non risultano segnalazioni ufficiali di danni alle coltivazioni pantesche, ma il rischio di interessamento delle colture esiste, dato che tra le specie potenzialmente colpite figurano vite, albicocco, melo, pero, pesco e cotogno. Qui si pone il nodo centrale della vicenda: la possibile sovrapposizione tra aree naturali infestate e terreni agricoli.
Linee guida e raccomandazioni
Per ridurre il contatto con i bruchi e limitare la diffusione delle larve il Parco ha diramato una serie di misure preventive per il personale, gli escursionisti e gli agricoltori. Il fulcro delle raccomandazioni è semplice e pragmatico: evitare il contatto diretto con le setole urticanti dei bruchi e impedire il trasporto involontario delle larve.
- Evitare l'ingresso in aree densamente boscate e cespugliose nelle zone segnalate.
- Camminare sempre al centro dei sentieri, mantenendo distanza dai margini dove le larve si concentrano.
- Non portare bambini e animali nelle aree con presenza accertata del lepidottero.
- Indossare pantaloni lunghi e magliette a maniche lunghe per proteggere la pelle.
- Controllare accuratamente gli indumenti dopo l'escursione e ispezionare l'abitacolo del veicolo per evitare la diffusione delle larve.
- Se è necessario manipolare le larve, utilizzare sempre guanti per prevenire irritazioni cutanee.
Per il personale addetto alla cura dei boschi la direttiva è obbligatoria: abbigliamento protettivo completo e attenzione alle pratiche di sanificazione degli attrezzi e dei mezzi.
Sull'aspetto agronomico il Parco indica il Bacillus thuringiensis subsp. kurstaki come metodo di lotta biologica consigliato. L'Ente mette a disposizione gratuitamente il prodotto per gli agricoltori e raccomanda un monitoraggio frequente delle colture, in particolare per i campi in prossimità delle aree boschive, con cadenza almeno ogni 3-4 giorni. In caso di riscontro di bruchi, gli agricoltori sono invitati a contattare tempestivamente l'Ente via email a [email protected] per richiedere un sopralluogo tecnico e la fornitura del trattamento biologico, nonché istruzioni sulle modalità d'uso.
Il climax della vicenda è il rischio concreto di trasmissione dall'ambiente naturale alle colture: la presenza nelle aree boschive vicine ai terreni agricoli aumenta la probabilità di infestazione. La risposta del Parco combina monitoraggio, supporto tecnico e misure pratiche per ridurre sia la diffusione sia l'impatto economico sugli agricoltori.
L'azione risolutiva proposta dall'Ente è in tre punti: continuare i monitoraggi territoriali, fornire supporto e materiali biologici agli agricoltori e informare correttamente cittadini e operatori. È essenziale mantenere la collaborazione tra istituzioni, comunità locale e agricoltori: solo con la segnalazione tempestiva, il rispetto delle buone prassi e l'uso mirato di metodi biologici si potrà contenere l'infestazione senza ricorrere a interventi più invasivi.
Chi frequenta i boschi o gestisce colture nelle zone interessate deve dunque restare vigilante e seguire le indicazioni. Il Parco ribadisce la disponibilità a fornire chiarimenti tecnici e assistenza operativa: per segnalazioni e richieste tecniche scrivere a [email protected]. La gestione del fenomeno resta una sfida locale che richiede informazioni accurate, prudenza e misure concertate per preservare sia il patrimonio naturale che l'economia agricola dell'isola.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 19 giugno 2026