Gela: due fratelli arrestati per spedizione punitiva, vittima ferita con coltellate e bastonate

La Polizia di Stato arresta due pregiudicati dopo l'aggressione in casa di un conoscente; convalidata la custodia in carcere.

A cura di Redazione Redazione
30 giugno 2026 09:33
Notizia verificata · Fonte: questure.poliziadistato.it · Vedi fonti
Gela: due fratelli arrestati per spedizione punitiva, vittima ferita con coltellate e bastonate -
Condividi

La Polizia di Stato ha arrestato a Gela due fratelli, un quarantunenne e un quarantanovenne, nella flagranza del reato di lesioni personali aggravate in concorso, al termine di una presunta spedizione punitiva ai danni di un loro conoscente. L'arresto è avvenuto giovedì dopo l'aggressione consumata la sera precedente.

La vittima, un uomo di circa cinquanta anni, è stata assalita nella tarda serata di mercoledì dentro la propria abitazione e percosso con calci, pugni, bastonate e più coltellate. Gli aggressori avrebbero agito per futili motivi, secondo quanto ricostruito dagli investigatori.

L'azione criminale è stata interrotta dall'anziana madre convivente della vittima, la quale, sentendo rumori e le urla del figlio, ha prontamente contattato la Polizia per chiedere aiuto, costringendo gli aggressori alla fuga. Gli agenti del Commissariato intervenuti sul posto hanno trovato l'uomo con diverse ferite da arma da taglio al volto, alla schiena e agli arti; è stato trasportato all'ospedale di Gela per le cure del caso.

Le indagini hanno permesso l'individuazione dei responsabili mediante la visione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza. I due fratelli sono stati rintracciati nella loro abitazione, dove gli agenti hanno proceduto al sequestro di oggetti ritenuti pertinenti al reato: un coltello, un pezzo di stoffa macchiato di sangue e il mezzo usato per la fuga.

Entrambi gli arrestati risultano gravati da precedenti di polizia per svariati reati; il quarantunenne è inoltre attualmente sottoposto alla misura di sicurezza della libertà vigilata. Gli elementi raccolti hanno portato all'arresto in flagranza e al loro accompagnamento al Commissariato per gli adempimenti di rito.

Secondo la ricostruzione, mentre il quarantunenne veniva condotto in carcere dagli agenti, all'interno degli uffici di polizia avrebbe proferito in dialetto frasi minacciose, tra le quali: “tantu un finisci ccà, appena nesciu finisciu u resto”, espressioni che sono state annotate dagli investigatori come possibile indice di pericolosità.

Su disposizione del Pubblico Ministero presso la Procura della Repubblica di Gela, i due sono stati successivamente accompagnati al carcere di Gela. Il Gip, nel corso dell'udienza di convalida tenutasi lunedì, ha disposto per entrambi la misura cautelare della custodia in carcere.

La Polizia di Stato ha dichiarato che le indagini proseguono per chiarire dinamica e responsabilità e per individuare eventuali responsabilità ulteriori. La responsabilità degli arrestati sarà accertata definitivamente solo al termine del processo, nel rispetto del principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 30 giugno 2026

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Il Fatto di Sicilia