Grisì: fallisce la truffa del finto carabiniere, arrestata 50enne dopo aggressione al nipote

I carabinieri bloccano a Grisì una donna che aveva convinto un'88enne a consegnare gioielli per 3.500 euro; refurtiva restituita.

A cura di Redazione
16 giugno 2026 10:38
Grisì: fallisce la truffa del finto carabiniere, arrestata 50enne dopo aggressione al nipote -
Condividi

I carabinieri della stazione di Grisì, coadiuvati dai colleghi di Camporeale, hanno arrestato in flagranza una donna siracusana di 50 anni per truffa e rapina impropria. La vittima è un'88enne che aveva consegnato gioielli e monili d'oro per un valore di circa 3.500 euro; l'intervento ha permesso il recupero e la restituzione dell'intero bottino. Il provvedimento è stato poi convalidato dal Tribunale di Palermo, che ha disposto la custodia cautelare al carcere Pagliarelli.

Dettagli dell'operazione

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la truffa è cominciata con una telefonata da parte di un complice che si è spacciato per un appartenente all'Arma. Il finto militare ha sostenuto che la figlia dell'anziana fosse stata fermata per un presunto furto in gioielleria e ha chiesto di consegnare i beni di valore a un incaricato per un presunto "confronto tecnico" volto a dimostrarne la provenienza lecita.

Poco dopo una donna si è presentata nell'appartamento e si è fatta consegnare i gioielli. Il piano però è fallito quando il nipote dell'anziana è rientrato in casa: la cinquantenne, per assicurarsi la fuga con il bottino, ha spintonato e colpito con calci il giovane.

Il tempestivo allarme al numero unico 112 ha consentito l'intervento dei militari che hanno bloccato la donna in flagranza. L'intera refurtiva è stata recuperata sul posto e successivamente restituita alla legittima proprietaria. Gli atti sono stati inviati all'autorità giudiziaria che ha convalidato l'arresto.

La donna, già nota alle forze dell'ordine, è ora al carcere Pagliarelli; proseguono le attività investigative per identificare i complici coinvolti nel raggiro. L'operazione rientra in un più ampio servizio di controllo del territorio finalizzato al contrasto dei reati predatori.

Le autorità ricordano la necessità di vigilanza: non fornire dati né consegnare valori a persone che si presentano dopo chiamate sospette e segnalare immediatamente ogni tentativo contattando il 112. La ricostruzione dei fatti e le indagini serviranno a chiarire i ruoli e le responsabilità di tutti gli indagati.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Il Fatto di Sicilia