Inchiesta Reset: nove dipendenti indagati per assenteismo, due anche per peculato

La Digos dispone obbligo di firma per nove lavoratori: intercettazioni e pedinamenti svelano false attestazioni e rete di complicità.

A cura di Redazione
16 giugno 2026 12:47
Inchiesta Reset: nove dipendenti indagati per assenteismo, due anche per peculato -
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Nove dipendenti della società partecipata comunale Reset sono stati indagati e sottoposti all'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria dal giudice per le indagini preliminari Emanuela Carrabotta: l'accusa principale è di truffa aggravata in concorso, mentre per due dei lavoratori è contestato anche il reato di peculato. Le misure cautelari sono state eseguite dagli investigatori della Digos, che hanno documentato le condotte sospette.

Le indagini della Digos, condotte tramite intercettazioni ambientali e pedinamenti, avrebbero ricostruito «una complessa rete di relazioni e di complicità tra gli indagati», finalizzata a realizzare una truffa ai danni della società mediante quotidiane condotte di assenteismo. Secondo la ricostruzione della questura, le assenze venivano coperte da false attestazioni della presenza in servizio e dall'apporto di colleghi compiacenti.

Tra gli indagati figura anche un rappresentante sindacale che ricopriva il ruolo di caposquadra: l'accusa sostiene che durante il turno svolgeva unicamente attività personale avvalendosi dell'auto di servizio. Inoltre è stata notificata l'informazione di garanzia a un ulteriore dipendente ritenuto parte della stessa vicenda.

L'autorità giudiziaria ha disposto la comunicazione al datore di lavoro degli indagati per ogni più opportuna valutazione e determinazione di competenza, aprendo la strada a possibili provvedimenti disciplinari e a ulteriori accertamenti amministrativi da parte del Comune. Il procedimento procede ora con gli accertamenti probatori e le eventuali questioni di natura penale e civile collegate alle contestazioni.

Reazioni e prossimi passi

L'assessore comunale alle Partecipate, Brigida Alaimo, ha annunciato il pugno duro contro i furbetti del cartellino e l'avvio di controlli approfonditi anche nelle altre società partecipate del Comune di Palermo. Alaimo ha sottolineato che non verranno fatti sconti e che il rispetto delle regole e la tutela dell'interesse pubblico sono principi inderogabili.

L'assessore ha ringraziato le forze dell'ordine per l'attività svolta e ha preannunciato verifiche sulle eventuali responsabilità di chi era chiamato alla vigilanza interna. Nel breve periodo si attendono decisioni amministrative del Comune e sviluppi giudiziari che potranno chiarire responsabilità penali e disciplinari nell'ambito dell'inchiesta.

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