Inchiesta su presunto scambio politico-mafioso: sindaco di Spadafora Pistone sarà interrogato mercoledì

Pistone, sospeso e agli arresti domiciliari, verrà ascoltato insieme ai fratelli Bonaffini, ritenuti vicini alla famiglia 'Barcellonesi'.

A cura di Redazione
25 giugno 2026 07:53
Inchiesta su presunto scambio politico-mafioso: sindaco di Spadafora Pistone sarà interrogato mercoledì -
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Fissati per mercoledì gli interrogatori del sindaco di Spadafora, Letterio Pistone, attualmente agli arresti domiciliari e sospeso dalla prefettura, e dei due indagati Angelo e Benedetto Bonaffini. L'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Messina ipotizza un presunto patto elettorale con soggetti ritenuti vicini alla criminalità organizzata.

La misura cautelare ha colpito anche i due fratelli Bonaffini, di 75 e 71 anni, considerati dagli investigatori contigui alla famiglia mafiosa dei cosiddetti 'Barcellonesi'. Le accuse, nel quadro investigativo delineato dalla DDA di Messina, riguardano il sospetto di scambio politico-mafioso finalizzato al condizionamento del voto.

L'avvocato Salvatore Silvestro, difensore di Pistone, ha annunciato che il suo assistito parlerà ai magistrati. Secondo il legale, Pistone intende offrire 'una corretta ricostruzione dei fatti che dimostrerà la loro irrilevanza penale', manifestando al contempo 'piena fiducia nell'operato dell'Autorità Giudiziaria'.

Gli investigatori sostengono che i fratelli Bonaffini avrebbero procacciato voti per la candidatura dell'attuale sindaco, non solo all'interno del nucleo familiare ma anche all'esterno, sfruttando la percezione della loro vicinanza a ambienti mafiosi. Gli elementi emersi dalle attività dei carabinieri hanno portato all'ipotesi di un condizionamento mafioso del voto.

Pistone è stato sospeso dalla carica dal prefetto in seguito all'ordinanza cautelare; restano in vigore per gli indagati le misure degli arresti domiciliari. Sul piano procedurale, l'udienza di mercoledì costituirà un passaggio determinante per gli sviluppi dell'inchiesta coordinata dalla Procura.

Il caso solleva interrogativi sulla tenuta dell'amministrazione comunale e sulla fiducia pubblica nel territorio. Pur esponendo gli elementi contestati dagli investigatori, la vicenda resta disciplinata dalla presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

Le prossime fasi prevedono gli interrogatori di mercoledì e potenziali ulteriori accertamenti: la DDA, i carabinieri e la magistratura valuteranno prove e dichiarazioni per pronunciarsi su eventuali modifiche delle misure cautelari o su richieste di rinvio a giudizio.

Lo schema contestato rientra nella più ampia tipologia di scambio politico-mafioso perseguita dalle procure siciliane: la DDA mira a contrastare l'infiltrazione degli interessi criminali nelle tornate elettorali e nella gestione degli enti locali.

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