Inchiesta sul Ponte sullo Stretto: il fascicolo si allarga, spunta un filone a Catanzaro
La Procura di Roma indaga su presunte interferenze alla Corte dei Conti; nuovi accertamenti a Catanzaro ricostruiscono una vasta rete di rapporti attorno all'opera da 13,5 miliardi.
L'inchiesta sul Ponte sullo Stretto si è allargata oltre i confini emersi finora: mentre la Procura di Roma ricostruisce presunte interferenze sull'attività della Corte dei Conti, accertamenti paralleli sono in corso a Catanzaro, che indagano su filoni distinti ma connessi alla stessa partita da 13,5 miliardi di euro.
Dettagli dell'inchiesta e perimetro investigativo
Secondo gli atti, al centro restano i rapporti costruiti attorno al progetto e il ruolo di alcuni protagonisti: sono indagati per corruzione e rivelazione di segreto d'ufficio Vincenzo Virgiglio, Giacomo Francesco Saccomanno e l'ex presidente aggiunto della Corte dei Conti Tommaso Miele. I magistrati del Ros, coordinati dai pm Francesco Gualtieri e Fabrizio Tucci, ricostruiscono contatti e interlocuzioni per verificare se vi siano state pressioni o scambi di informazioni riservate sull'istruttoria contabile.
Le verifiche non si limitano alla Capitale: la Procura di Catanzaro sta esaminando altri profili investigativi collegati al progetto, segnalando come l'attenzione degli inquirenti sia rivolta alla più ampia rete di relazioni — societarie, politiche e istituzionali — che si è sviluppata attorno all'opera.
Il contesto territoriale ed economico
Il progetto del Ponte, nato con la gara del 2005, si è ampliato prevedendo una serie di opere connesse (collegamenti stradali e ferroviari, cave e discariche), coinvolgendo non soltanto Reggio Calabria e Messina, ma anche territori come Vibo Valentia, Lamezia Terme e Catania. Gli investigatori stanno analizzando telefoni sequestrati e documentazione per comprendere se dietro le iniziative contestate vi fossero interessi più ampi, magari riconducibili a soggetti terzi non ancora identificati.
Episodi politici e tentativi di influenza
Negli atti emerge un capitolo dedicato ai contatti politici: gli inquirenti ricostruiscono la disponibilità, manifestata da un sindaco del Veronese, ad accompagnare Miele per incontri con esponenti politici durante il concerto di Natale al Montecitorio del 20 dicembre 2025. L'obiettivo, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe stato favorire la candidatura dell'ex magistrato contabile a un incarico di rilievo — in particolare all'Autorità garante della concorrenza e del mercato — al termine della sua esperienza alla Corte.
L'indagine segnala inoltre tentativi di avvicinamento ad altri due magistrati della Corte dei Conti chiamati a esprimersi sugli atti relativi al Ponte, con l'obiettivo di creare canali informativi all'interno del collegio giudicante; secondo gli accertamenti, quei tentativi non avrebbero avuto seguito.
Posizione della società Stretto di Messina
Sulla società concessionaria Stretto di Messina l'ad Pietro Ciucci ha preso le distanze: la società — ha dichiarato — è "totalmente estranea alle indagini" e il consigliere Saccomanno non avrebbe deleghe né poteri di rappresentanza. Ciucci ha aggiunto di non aver mai ricevuto comunicazioni da Saccomanno in relazione ai fatti oggetto dell'inchiesta. Va ricordato che Saccomanno è stato membro del consiglio di amministrazione fino al rinnovo del 29 aprile scorso.
Prospettive investigative
Gli atti pubblici mostrano una inchiesta in evoluzione: i fascicoli a Roma e a Catanzaro procedono su binari distinti ma con possibili punti di contatto, mentre gli investigatori continuano ad acquisire telefonate, documenti e riscontri sui rapporti tra indagati, terzi e istituzioni. Al momento non risultano contestazioni formali rivolte alla società concessionaria, ma gli sviluppi potranno chiarire se le presunte utilità e le iniziative ricostruite siano state offerte nell'interesse di terzi.
Gli elementi raccolti saranno ora valutati dai pm competenti per eventuali richieste di atti, approfondimenti e, se del caso, misure cautelari o richieste di rinvio a giudizio: l'inchiesta resta aperta e sotto osservazione, con implicazioni rilevanti per la gestione di un'opera pubblica di alto valore economico e per i rapporti tra politica, amministrazione e magistratura.