Messina: confisca di tre appartamenti e un garage per circa 180.000 euro a un condannato per usura

La Polizia di Stato esegue il decreto del Tribunale di Messina: beni sequestrati per sproporzione tra redditi dichiarati e patrimonio accertato.

A cura di Redazione Redazione
19 giugno 2026 13:03
Notizia verificata · Fonte: questure.poliziadistato.it · Vedi fonti
Messina: confisca di tre appartamenti e un garage per circa 180.000 euro a un condannato per usura -
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Nella mattinata odierna la Polizia di Stato ha eseguito un decreto di confisca emesso dal Tribunale di Messina, Sezione dei Giudici per le Indagini Preliminari, che ha disposto il patrimonio immobiliare di un soggetto messinese condannato in via definitiva per usura pluriaggravata. Sono stati sequestrati tre appartamenti e un garage per un valore complessivo stimato in circa 180.000 euro.

La misura ablativa è stata adottata sulla base dello strumento normativo della confisca per valori equivalenti, dopo la sentenza di condanna divenuta definitiva, fondandosi sulla rilevata sproporzione tra i redditi dichiarati dal destinatario e il valore dei beni a lui riconducibili, ritenuti di provenienza illegittima.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il destinatario era già stato sottoposto nel 2023 alla misura cautelare degli arresti domiciliari nell'ambito dell'indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Messina e condotta dalla Squadra Mobile. L'indagine ha accertato che, in concorso con altri due soggetti, aveva ripetutamente prestato denaro a un imprenditore in condizioni di bisogno ottenendo la corresponsione di interessi usurari.

Le attività investigative e gli accertamenti patrimoniali svolti dalla Procura e dalla Divisione Anticrimine della Questura di Messina hanno evidenziato una netta incompatibilità tra gli investimenti effettuati per l'acquisto degli immobili e le effettive possibilità economiche riconducibili a redditi leciti del soggetto, circostanza che ha rafforzato la richiesta di confisca formulata dall'Autorità giudiziaria.

Dettagli patrimoniali e tempistiche

Il Tribunale ha ricostruito il profilo criminale dell'interessato ritenendo che l'acquisto dei tre appartamenti e del garage, avvenuto tra il 2020 e il 2023, sia stato finanziato con risorse di origine illecita. Il valore complessivo attribuito ai beni è di circa 180.000 euro, somma che ha costituito il parametro per l'applicazione della confisca per equivalenti.

La decisione del GIP si basa su una documentazione probatoria maturata nell'ambito di una approfondita indagine patrimoniale: il quadro, condiviso dal Tribunale, ha ritenuto sufficiente la discrepanza tra patrimonio e redditi per giustificare il provvedimento ablativo.

Procedura giudiziaria e diritti della difesa

L'adozione della confisca segue la fase di accertamento e la sentenza di condanna definitiva, ma la misura può essere impugnata. Il decreto è suscettibile di ricorso attraverso gli ordinari mezzi di impugnazione e potrà essere riesaminato nel contraddittorio tra accusa e difesa davanti a giudice terzo e imparziale. Il ricorso potrebbe concludersi con l'esclusione di responsabilità e l'eventuale restituzione dei beni agli aventi diritto.

Nel rispetto del diritto di cronaca e dell'interesse pubblico alla trasparenza, la Questura ha precisato che ulteriori elementi sull'indagine sono riservati in ragione della fase procedurale in corso. Gli sviluppi giudiziari saranno comunicati secondo le tempistiche e le modalità previste dalla legge.

La Procura e le forze di polizia sottolineano che il provvedimento odierno rappresenta l'esito di attività investigative coordinate e mirate al contrasto di reati economico-finanziari che danneggiano imprese e cittadini, con particolare attenzione alla tutela delle potenziali vittime di pratiche usurarie.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 19 giugno 2026

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