Omicidio Chiappone: la Corte d'appello conferma le condanne per Censabella e Marano
La terza sezione della Corte d'assise d'appello respinge i ricorsi: confermata la sentenza del 28 giugno 2024 per l'omicidio di Dario Chiappone.
La Corte d'assise d'appello ha confermato integralmente le condanne emesse in primo grado nei confronti di Paolo Censabella e Antonino Marano. La terza sezione ha infatti respinto i ricorsi presentati dai difensori, disponendo che gli imputati sostengano anche le ulteriori spese processuali e quelle di mantenimento in carcere.
La vittima è Dario Chiappone, 27 anni, accoltellato la sera del 31 ottobre 2016 a Riposto. Secondo gli atti, la morte è avvenuta per sedici coltellate al collo e al torace. Gli elementi raccolti in dibattimento indicano un movente passionale ed economico, collegato al rapporto che la vittima intratteneva con una donna.
La sentenza di primo grado, emessa il 28 giugno 2024, è stata dunque confermata integralmente oggi dalla Corte d'assise d'appello. Il collegio ha disposto inoltre il rimborso delle spese legali a favore delle parti civili costituite nel secondo grado di giudizio.
Costi, rimborsi e tempi processuali
La Corte ha liquidato ai familiari della vittima somme per le spese legali: per Fabio e Mario Chiappone, ammessi al patrocinio a spese dello Stato, la somma è di 1.875,80 euro da versare all'erario; per Santo Chiappone, non ammesso al beneficio, la liquidazione è di 2.164,40 euro. A entrambe le voci la corte ha aggiunto un rimborso forfettario del 15%, oltre a Iva e contributo previdenziale se dovuti.
Il collegio ha fissato in 90 giorni il termine per il deposito delle motivazioni della sentenza; per lo stesso periodo è stata sospesa la decorrenza dei termini relativi alle misure cautelari. Gli avvocati delle parti civili costituite, Sario Grasso e Angela Chiarenza, hanno dichiarato che la conferma integrale della sentenza ha dato piena soddisfazione ai familiari della vittima.
La decisione odierna rappresenta un passaggio decisivo nella vicenda giudiziaria: resta ora da attendere il deposito delle motivazioni e le eventuali ulteriori iniziative difensive nei termini di legge.