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Addaura: sequestrati circa 150 proiettili trovati in mare, indagini sui sacchetti recuperati
Addaura: sequestrati circa 150 proiettili trovati in mare, indagini sui sacchetti recuperati
Tre buste con cartucce calibro 38, 45 e 9x21 rinvenute all'Addaura; carabinieri e sommozzatori indagano su collegamenti con il racket.
Un piccolo arsenale composto da circa 150 proiettili è stato recuperato nei giorni scorsi nelle acque dell'Addaura, in prossimità del lido Plait mare (civico 2800). L'intervento dei carabinieri e dei sommozzatori dei vigili del fuoco è scattato dopo la segnalazione di bagnanti preoccupati.
Il primo sacchetto è stato individuato da un ragazzino che era in spiaggia con la madre; altri due involucri in plastica sono stati poi notati da un bagnante che ha chiamato il 112. Le tre buste, recuperate sul fondo marino, contenevano cartucce di diverso tipo e hanno immediatamente allertato le forze dell'ordine.
Sul posto sono intervenuti il Nucleo investigativo e la Compagnia San Lorenzo, che hanno disposto un sopralluogo subacqueo per bonificare il tratto di costa e verificare la presenza di ulteriori munizioni o armi. Le ricerche effettuate dai sub hanno dato però esito negativo e non sono emersi altri reperti.
Dall'esame preliminare il materiale sequestrato comprende pallottole calibro 38 (tipiche dei revolver) e cartucce calibro 45 e 9x21 utilizzabili su semiautomatiche. Gli investigatori ipotizzano che la dispersione possa essere collegata ai recenti blitz delle forze dell'ordine nelle zone dello Zen e dello Sperone, nell'ambito delle operazioni contro traffici di armi legate a rapine, intimidazioni ed estorsioni; nelle ultime settimane si è registrato un fermo per 22 persone legato al fenomeno del racket.
Indagini e limiti investigativi
Gli inquirenti stanno valutando la possibilità di inviare il materiale al RIS di Messina per una catalogazione e per ricerche di eventuali impronte digitali o altre tracce. Tuttavia, gli esperti sottolineano i limiti tecnici: trattandosi di pallottole non esplose, è improbabile recuperare striature che consentano il collegamento balistico a un'arma, poiché tali segnature si generano solo quando il proiettile attraversa la canna al momento dello sparo.
Gli investigatori osservano inoltre particolari del ritrovamento che possono suggerire un gesto volontario: il doppio strato di plastica che avvolgeva le buste potrebbe indicare la volontà di proteggere il contenuto dall'acqua per un possibile recupero successivo. Al momento non sono state segnalate armi o persone arrestate in relazione al ritrovamento; le indagini proseguono per risalire alla provenienza delle munizioni.
Il caso ha suscitato allarme tra i frequentatori della costa e ha riacceso il dibattito sul collegamento tra ritrovamenti di armi o munizioni e la recrudescenza di episodi di violenza e estorsione in alcune aree urbane. Le autorità hanno invitato la cittadinanza a segnalare eventuali ritrovamenti e hanno confermato che ogni elemento verrà esaminato per ricostruire la dinamica e individuare eventuali responsabili.
Sul piano operativo, i prossimi passi prevedono analisi forensi non balistiche, acquisizione di testimonianze e verifiche incrociate con i repertori delle forze dell'ordine. Il materiale sequestrato resterà a disposizione degli inquirenti in attesa dei riscontri scientifici richiesti dal Raggruppamento Investigazioni Scientifiche.