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Archiviata l'inchiesta sul traffico illecito di rifiuti in provincia tirrenica: 'il fatto non sussiste'
Archiviata l'inchiesta sul traffico illecito di rifiuti in provincia tirrenica: 'il fatto non sussiste'
Il gip dispone l'archiviazione per 23 indagati dopo il dissequestro delle aziende coinvolte; Procura aveva chiesto l'archiviazione.
Il gip Tiziana Leanza ha emesso il decreto di archiviazione: 'il fatto non sussiste'. Si chiude così l'inchiesta avviata nel 2021 sulla presunta gestione illecita di rifiuti che aveva coinvolto 23 indagati, diversi imprenditori e i centri di raccolta di alcuni comuni della provincia tirrenica.
La richiesta di archiviazione era stata avanzata dalla Procura, che ieri ha visto accogliere il provvedimento dal giudice per le indagini preliminari. Il procedimento, iniziato con sequestri e misure cautelari, non proseguirà in assenza di ulteriori elementi di prova a supporto delle accuse.
Dettagli dell'inchiesta
L'indagine, partita nel 2021, era coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e condotta dai carabinieri di Barcellona Pozzo di Gotto insieme al Nucleo Operativo Ecologico (NOE) di Catania. Le investigazioni avevano portato al sequestro preventivo dei centri di raccolta dei comuni di Castroreale, Rodì Milici e Terme Vigliatore e alla sospensione temporanea dell'attività per tre imprenditori.
Al centro dell'accertamento c'erano circa 55 tonnellate di rifiuti che, secondo l'ipotesi accusatoria, sarebbero state smaltite irregolarmente per ridurre i costi. Le verifiche avevano ipotizzato che i rifiuti non venissero pesati correttamente e che i documenti di trasporto riportassero dati falsati su produttore, quantità e tipologia.
Inizialmente, alcuni degli indagati erano stati iscritti nel registro per reati quali traffico illecito di rifiuti e frode nelle pubbliche forniture; a seguito delle indagini furono anche notificate misure interdittive per attività imprenditoriale.
A fine 2024 il Tribunale del Riesame aveva disposto il dissequestro delle società Caruter Srl e Multiecoplast Srl, restituendo alle aziende e ai rispettivi amministratori i compendi aziendali e i pieni poteri deliberativi e gestori, dopo i rilievi difensivi.
Il collegio difensivo, composto da numerosi legali dei fori di Messina, Barcellona Pozzo di Gotto, Patti e Roma, aveva sostenuto la totale correttezza dell'operato dei propri assistiti e prodotto elementi che hanno convinto la Procura a richiedere l'archiviazione.
Cosa comporta l'archiviazione: il decreto del gip mette formalmente la parola fine all'azione penale in assenza di nuovi elementi probatori. Resta aperta la possibilità, per la Procura, di riaprire il fascicolo qualora emergessero prove rilevanti; eventuali profili amministrativi o civili non sono automaticamente estinti dal provvedimento penale.
La decisione segna un punto definitivo nella vicenda giudiziaria che aveva suscitato attenzione nei comuni coinvolti e aveva determinato misure cautelari e ripercussioni operative sulle società interessate. Al momento non risultano comunicati pubblici da parte degli enti locali o della Procura oltre al provvedimento giudiziario.