Morte di Giulia Scimone: il legale del 19enne rinuncia alla difesa: "non me la sono sentita"

Poche ore dopo l'incarico l'avvocato Salvatore Silvestro deposita la rinuncia; intanto proseguono le indagini su dinamica e omologazione della moto.

A cura di Redazione
30 giugno 2026 12:44
Morte di Giulia Scimone: il legale del 19enne rinuncia alla difesa: "non me la sono sentita" -
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L'avvocato Salvatore Silvestro ha depositato la rinuncia alla difesa del diciannovenne Alessandro Mondo, arrestato con l'accusa di omicidio stradale nella vicenda della morte della sedicenne Giulia Scimone. La decisione, maturata poche ore dopo la nomina, è stata motivata dallo stesso penalista con ragioni di natura personale e di coscienza: «non me la sono sentita», si apprende dagli atti.

La rinuncia non muta il principio fondamentale dello Stato di diritto: ogni imputato ha diritto a una difesa piena ed effettiva. Spetterà ora a Mondo nominare un nuovo legale per seguire il procedimento penale in corso presso la Procura che conduce gli accertamenti sulla tragedia avvenuta a Torre Faro.

Dettagli delle indagini

Secondo la ricostruzione fin qui emersa dagli inquirenti, la tragedia è avvenuta domenica sera in via Circuito, davanti al locale denominato Peloro Games, in una zona frequentata da giovani. Il giovane, alla guida di una moto intestata al padre, avrebbe perso il controllo del mezzo mentre eseguiva un'impennata e avrebbe investito la sedicenne. Giulia è stata trasportata in condizioni disperate all'ospedale Papardo, dove è deceduta poco dopo il ricovero a causa delle gravissime ferite riportate.

Il mezzo è stato posto sotto sequestro e gli accertamenti tecnici riguardano in particolare la conformità della moto alle caratteristiche di omologazione. Nel fascicolo investigativo sono confluiti anche alcuni video pubblicati sui social nei giorni precedenti all'incidente, nei quali il ragazzo appare mentre compie impennate e altre manovre, talvolta in compagnia, e in diverse aree della città, compresa l'autostrada.

Gli investigatori stanno valutando questi elementi insieme ad altri riscontri tecnici per ricostruire con precisione la dinamica dell'incidente e accertare eventuali responsabilità penali e civili. Al momento non sono state rese note ulteriori decisioni cautelari o ipotesi di reato aggiuntive rispetto all'accusa di omicidio stradale.

La scelta del penalista di rinunciare all'incarico è descritta come dettata da una riflessione di tipo umano: pur non avendo rapporti con le famiglie coinvolte, il professionista ha ritenuto di non poter svolgere il mandato con la serenità necessaria. L'episodio riporta al centro il ruolo della coscienza professionale e il delicato equilibrio tra dovere deontologico e esigenze personali nella pratica forense.

Le autorità giudiziarie e le forze dell'ordine proseguono gli accertamenti: i prossimi passaggi prevedono l'analisi tecnica del veicolo, l'esame dei filmati raccolti e l'audizione di eventuali testimoni presenti nella zona al momento dell'incidente. Intanto la comunità locale resta sotto shock per la morte della giovane e attende sviluppi sul corso dell'indagine.

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