Carburanti, la Sicilia è la regione più cara d’Italia: Codacons chiede verifiche sui listini

Elaborazione su dati MIMIT: benzina e gasolio oltre la media nazionale; appello per controlli, trasparenza e tutela di famiglie e imprese.

A cura di Redazione
23 luglio 2026 11:45
Carburanti, la Sicilia è la regione più cara d’Italia: Codacons chiede verifiche sui listini -
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Secondo un'elaborazione del Codacons sui dati ufficiali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), la Sicilia registra i prezzi più elevati dei carburanti tra le regioni italiane, con ricadute immediate sui bilanci familiari e sulla competitività delle imprese.

I dati pubblicati nella mattinata di oggi indicano che in Sicilia il gasolio self si attesta a 2,173 euro al litro, contro una media italiana di 2,141 euro, mentre la benzina self raggiunge 1,977 euro al litro, rispetto a una media nazionale di 1,957 euro. Queste differenze, seppur apparentemente contenute, pesano quotidianamente sui costi di mobilità per lavoratori, pendolari e imprese.

Francesco Tanasi, Segretario Nazionale del Codacons, sottolinea che per molti siciliani l'automobile è un mezzo indispensabile per raggiungere il lavoro, gli ospedali, le scuole e i servizi, anche a causa delle carenze del trasporto pubblico e dei collegamenti interni. Per questo motivo — afferma Tanasi — ogni aumento del costo dei carburanti assume un peso sociale ed economico particolarmente rilevante nell'Isola.

L'associazione evidenzia inoltre che il maggior costo dei carburanti non incide solo sulla spesa diretta degli automobilisti: l'aumento dei costi di trasporto può trasferirsi sui prezzi dei beni e dei servizi, comprimendo il potere d'acquisto delle famiglie e penalizzando le attività produttive locali.

Particolare attenzione viene richiesta per le isole minori siciliane, dove i costi di approvvigionamento e distribuzione sono più alti e possono aggravare ulteriormente i prezzi alla pompa. Il Codacons definisce questa condizione un fattore che tende a trasformare l'insularità in disuguaglianza territoriale, con conseguenze su residenti, operatori turistici e imprese locali.

Richieste e iter istituzionale

Il Codacons chiede al Governo, al MIMIT e alle autorità competenti di approfondire le cause dei livelli di prezzo registrati in Sicilia, verificando le dinamiche della filiera distributiva e la formazione dei listini praticati agli automobilisti. L'associazione sollecita controlli capillari, maggiore trasparenza e un monitoraggio specifico dei prezzi nelle isole minori, per individuare eventuali situazioni critiche e adottare misure di tutela per cittadini e imprese.

L'appello dell'associazione indica la necessità di misure pratiche e verifiche immediate: dall'analisi dei costi logistici all'esame di eventuali differenze territoriali nelle politiche di prezzo, fino alla predisposizione di interventi mirati a contrastare fenomeni che possano configurarsi come pratiche commerciali scorrette.

I prossimi passaggi attesi includono la risposta delle istituzioni competenti e l'eventuale avvio di ispezioni o verifiche sui distributori. Nel frattempo, la situazione sollevata dal Codacons rimette al centro il tema della equità territoriale e del diritto alla mobilità per i cittadini siciliani.

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