Cassazione conferma 15 condanne per mafia a Villagrazia e Santa Maria di Gesù

La Suprema Corte convalida la maggior parte delle pene: coinvolti figli e nipoti di boss, un annullamento con rinvio per Guercio.

A cura di Redazione
08 luglio 2026 06:23
Cassazione conferma 15 condanne per mafia a Villagrazia e Santa Maria di Gesù -
Condividi

La Corte di Cassazione ha confermato 15 condanne nell'ambito del processo sulla mafia di Villagrazia e Santa Maria di Gesù, confermando la linea del giudizio d'appello tranne per un capo d'imputazione su cui è intervenuto un annullamento con rinvio. Il verdetto riguarda esponenti considerati parte del mandamento palermitano e ricostruisce una rete di reati collegati a Cosa nostra.

Tra gli imputati figurano figli e nipoti di mafiosi storici di Palermo: spicca il caso del nipote omonimo di Salvatore Profeta, già coinvolto — secondo la ricostruzione giudiziaria citata nel processo — dal falso pentito Vincenzo Scarantino nella strage di via D'Amelio, che in seguito fu scarcerato e sarebbe stato ritenuto responsabile dell'ordine di un altro omicidio.

Dettaglio delle pene

  • Salvatore Profeta junior: 14 anni e 8 mesi.

  • Girolamo Rao: 14 anni, 3 mesi e 16 giorni.

  • Giovanni Adelfio: 13 anni, in continuazione con precedenti condanne.

  • Ignazio Traina: 18 anni, 2 mesi e 20 giorni.

  • Salvatore Freschi: 17 anni, 7 mesi e 23 giorni.

  • Sandro Capizzi (figlio di Benedetto): 12 anni, 5 mesi e 10 giorni.

  • Massimo Mancino: 11 anni, 10 mesi e 6 giorni.

  • Giovanni La Mattina: 9 anni.

  • Salvatore Luisi: 8 anni, 10 mesi e 20 giorni.

  • Andrea Taormina: 8 anni, in continuazione.

  • Gioacchino Cardella: 6 anni, 2 mesi e 20 giorni.

  • Mariano Calascibetta: 4 anni e 8 mesi.

  • Antonino Lucera: 2 anni, 11 mesi e 16 giorni.

  • Salvatore Binario: 2 anni, 2 mesi e 20 giorni.

  • Samuele Immesi: 1 anno e 4 mesi con la sospensione condizionale della pena.

La posizione di Francesco Guercio è stata invece oggetto di annullamento con rinvio: la Corte ha sospeso la definitiva esecuzione della pena di 16 anni, 1 mese e 23 giorni in attesa della verifica della recidiva, che potrebbe comportare una riduzione della pena.

Il procedimento era incentrato su reati di associazione mafiosa, traffico di droga e vicende legate a furti di auto: nel corso dell'inchiesta sono emersi episodi di auto rubate a persone legate a professionisti e familiari di boss, come l'avvocato genero di Fidanzati e il fratello del boss Scotto, con tensioni documentate da conversazioni riportate nei verbali ("Stanno rompendo la m…").

La decisione della Cassazione segna un punto di svolta nella gestione giudiziaria del mandamento di Villagrazia e Santa Maria di Gesù: con pene per anni di durata rilevante, il dispositivo definitivo rafforza la risposta penale contro i gruppi locali ma lascia ancora aperti profili processuali, come la verifica sulla recidiva di Guercio. Il verdetto avrà riflessi sulle attività investigative e sull'assetto di comando locale, mentre la Procura potrà valutare ulteriori azioni operative e richieste di esecuzione delle sentenze.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Il Fatto di Sicilia