Confiscati 220.000 euro a Catania per frode sui carburanti: beni a Musumeci sequestrati dalla Guardia di Finanza

La Guardia di Finanza di Catania ha confiscato immobili, un'auto e conti per 220mila euro a un condannato per frode fiscale nell'operazione 'Petrolio fantasma'.

A cura di Redazione
17 luglio 2026 08:36
Confiscati 220.000 euro a Catania per frode sui carburanti: beni a Musumeci sequestrati dalla Guardia di Finanza -
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La Guardia di Finanza di Catania ha eseguito la confisca di beni per circa 220.000 euro riconducibili a Carmelo Musumeci, 57enne condannato in via definitiva per reati fiscali dalla Corte d'Appello di Catania (sentenza n. 3419/2025). L'azione è stata disposta su delega della Procura generale della Repubblica e rappresenta l'esito operativo di indagini svolte nell'ambito dell'operazione denominata "Petrolio fantasma".

Le indagini del nucleo di polizia economico-finanziaria di Catania hanno ricostruito, nel periodo 2018-2021, uno schema di frode organizzata nella commercializzazione di prodotti petroliferi per autotrazione, finalizzato all'evasione di IVA e accise. Gli accertamenti hanno messo in luce la vendita di ingenti quantitativi di carburante tramite un sistema di fatturazione e canali commerciali opachi, secondo gli inquirenti.

Gli accertamenti economico-finanziari hanno consentito l'individuazione e il sequestro di beni intestati al condannato: due immobili ubicati a Catania, un'autovettura e giacenze su conti correnti bancari, per un valore complessivo stimato in circa 220.000 euro. I provvedimenti patrimoniali mirano a rendere esecutiva l'ablazione del patrimonio acquisito con i proventi del reato.

La confisca è stata eseguita in applicazione del quadro procedurale che segue la pronuncia passata in giudicato: la valutazione patrimoniale è avvenuta dalle unità specializzate del nucleo etneo, su delega della Procura generale. L'operazione è collegata al più ampio contrasto all'elusione fiscale nel settore energetico messo in campo dalla Guardia di Finanza.

Memorandum operativo e ricadute

L'intervento è il frutto della cooperazione avviata in attuazione del memorandum operativo sottoscritto il 23 aprile 2026 tra la Procura generale presso la Corte d'Appello e il Comando regionale Sicilia della Guardia di Finanza. L'accordo punta a garantire una più completa applicazione dei provvedimenti di ablazione del patrimonio nella fase esecutiva delle sentenze definitive, mediante approfondimenti sistematici sulla situazione patrimoniale e reddituale dei condannati.

L'esecuzione della confisca a Catania segna un esempio operativo dell'intensificazione dei controlli patrimoniali: fonti investigative sottolineano che la sinergia tra uffici giudiziari e polizia economico-finanziaria dovrebbe incrementare la capacità di recupero delle somme evase e scoraggiare reti organizzate dedite alla frode fiscale nel commercio dei carburanti. Non sono state rese note ulteriori misure cautelari né dettagli su eventuali altre persone coinvolte nell'indagine.

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