Corruzione a Sommatino: sindaco dimissionario agli arresti domiciliari per appalti truccati

La Procura di Caltanissetta parla di una rete di malaffare nell'ufficio tecnico: tangenti, appalti manipolati e misure cautelari.

A cura di Redazione Redazione
07 luglio 2026 11:32
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Corruzione a Sommatino: sindaco dimissionario agli arresti domiciliari per appalti truccati -
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Sommatino. Arresti domiciliari per Salvatore Letizia, sindaco dimissionario di Sommatino, nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Caltanissetta che ipotizza una serie di reati collegati a appalti truccati e tangenti gestiti dall'Ufficio tecnico comunale. L'operazione, condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo, ha portato all'esecuzione di più misure cautelari e a sequestri preventivi.

Secondo gli inquirenti, l'attività investigativa — battezzata operazione 'Scacco' — ha fatto emergere la presunta esistenza di una rete di malaffare all'interno del Comune di Sommatino, con due filoni distinti: un presunto racket verso commercianti ed espositori di una fiera agricola e un giro di tangenti legato agli appalti pubblici. Le indagini si basano su intercettazioni, pedinamenti e dichiarazioni di persone informate sui fatti.

Dettagli delle accuse

Nel dettaglio, gli accertamenti contestano al responsabile dell'Area tecnica e RUP una serie di episodi corruttivi. Il primo caso riguarda i lavori di consolidamento del costone roccioso in contrada Sant'Anna, per un appalto da oltre 981.000 euro, in cui il geometra avrebbe tentato di ottenere una maxi-tangente di 50.000 euro: il reato non sarebbe stato consumato grazie al rifiuto di un imprenditore.

Un secondo episodio riguarda un appalto per la realizzazione di un asilo nido del valore complessivo di oltre 757.000 euro, per il quale il responsabile tecnico avrebbe chiesto o accettato la promessa di una tangente di 5.000 euro a favore di una ditta formalmente intestata alla moglie di un imprenditore locale. I carabinieri hanno evidenziato come tali condotte avrebbero violato i principi di buon andamento, trasparenza e libera concorrenza.

Durante il 2024, sempre secondo l'accusa, lo stesso dipendente pubblico avrebbe inoltre ricevuto averi di valore: un telefono cellulare di ultima generazione (circa 1.800 euro), un computer e somme in contanti non inferiori a 4.500 euro come presunto compenso per l'agevolazione di pratiche amministrative.

Il giudice per le indagini preliminari ha ritenuto sussistenti gravi indizi di un presunto accordo corruttivo tra il sindaco dimissionario, il responsabile dell'Ufficio tecnico e un professionista esterno. I tre sarebbero stati destinatari di una tangente complessiva di 45.000 euro (circa 15.000 euro ciascuno) da parte di un imprenditore dell'Agrigentino, finalizzata ad assicurare l'affidamento diretto di due lotti di lavori relativi alla Villa Garibaldi (recinzione e sistemazione di muretti e vialetti) e la promessa di ulteriori incarichi per il cimitero comunale.

Secondo la ricostruzione investigativa, per eludere le norme del Codice degli appalti le procedure sarebbero state mantenute artatamente separate per non superare la soglia comunitaria di 150.000 euro e consentire così affidamenti diretti; successivamente una perizia di variante avrebbe aumentato l'importo dei lavori di ulteriori 30.000 euro.

Misure cautelari e soggetti coinvolti

Il provvedimento restrittivo nei confronti di Letizia è stato eseguito dal gip su richiesta della Procura: oltre agli arresti domiciliari per il sindaco, le misure complessive sono sei e comprendono l'arresto domiciliare di un imprenditore di Favara (AG), il sequestro preventivo di 15.000 euro ritenuti provento di reato e varie sospensioni o divieti per professionisti e imprenditori (sospensione dal servizio per un dipendente comunale per un anno; divieto di esercizio professionale e di contrattazione con la pubblica amministrazione per un anno per una professionista e per un imprenditore edile; altri limiti alla contrattazione per un indagato).

Sono indagate anche la vice sindaca Mariangela Castellano e l'assessore Jean Pierre Rumeo: per entrambi il gip ha condiviso l'ipotesi di concussione ma non ha disposto misure cautelari, tenendo conto delle dimissioni dalle cariche.

L'attività d'indagine trae origine anche da un episodio di intimidazione: nella notte del 9 maggio 2024 ignoti spararono diversi colpi d'arma da fuoco contro l'auto dell'allora sindaco. Le conversazioni intercettate, i pedinamenti e le dichiarazioni raccolte durante gli interrogatori preventivi hanno contribuito alla ricostruzione degli accadimenti ora al vaglio della magistratura.

Le accuse formulate a carico degli indagati comprendono, a vario titolo, ipotesi di concussione, corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio, corruzione per l'esercizio della funzione e induzione a dare o promettere utilità. Si tratta, allo stato, di ipotesi investigative che verranno approfondite nelle sedi giudiziarie, con gli indagati che hanno già fornito la propria versione dei fatti durante gli interrogatori.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 07 luglio 2026

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