Democrazia partecipata a Palermo: richieste verifiche dopo sospetti di voto organizzato

Di Gangi e Argiroffi sollevano dubbi su progetti collegati a un CAF e su una serata di ringraziamento dell'assessore Tamajo.

A cura di Redazione Redazione
07 luglio 2026 19:29
Notizia verificata · Fonte: comune.palermo.it · Vedi fonti
Democrazia partecipata a Palermo: richieste verifiche dopo sospetti di voto organizzato -
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Due consigliere comunali di Palermo, Mariangela Di Gangi e Giulia Argiroffi, hanno chiesto verifiche rigorose sulla recente graduatoria dei progetti finanziati con le risorse destinate alla Democrazia Partecipata. La richiesta segue una denuncia in aula che segnala possibili criticità nella procedura e sospetti di una raccolta organizzata di consenso via CAF e reti affini.

"La Democrazia Partecipata non è una procedura ordinaria di assegnazione di contributi, ma uno strumento con cui cittadini e cittadine scelgono come destinare una quota di risorse pubbliche", hanno dichiarato le consigliere, sottolineando la necessità di approfondimenti.

Cosa è emerso

Secondo le rappresentanti dell'opposizione, nella graduatoria provvisoria risultano nei primi tre posti due progetti presentati da soggetti con la medesima sede legale, coincidente con quella di un CAF. Pur precisando che questa circostanza «non dimostra alcuna irregolarità» di per sé, Di Gangi e Argiroffi ritengono che la coincidenza sollevi un problema politico ed etico che non può essere ignorato.

Le consigliere segnalano inoltre la notizia di una serata pubblica organizzata dall'assessore regionale Tamajo per ringraziare chi avrebbe votato i progetti risultati vincitori. Se confermata, dicono, tale iniziativa cambierebbe la natura della vicenda: non più solo un dubbio sulla graduatoria, ma la necessità di chiarire «cosa vi fosse da ringraziare e a quale titolo».

Procedura e richieste formali

A seguito delle denunce, la Presidenza del Consiglio comunale ha richiesto al Segretario generale una relazione sugli elementi emersi: un primo atto formale che apre la strada a verifiche amministrative. Le consigliere però invitano anche «altri organi competenti» a intervenire, perché si accerti se non vi sia stata, oltre a un'offesa morale del procedimento, anche un'eventuale ipotesi di reato a danno del Comune e della Regione.

Rischi e impatto politico

Se le anomalie fossero confermate, il caso potrebbe mettere a rischio la fiducia dei cittadini negli strumenti di partecipazione e sollevare questioni sulla correttezza dell'impiego di fondi pubblici. Le contestazioni portano al centro il tema del confine tra mobilitazione legittima e pratiche che possono alterare la libera espressione della volontà popolare nella scelta dei progetti.

Per ora, sul piano operativo, è atteso il contenuto della relazione richiesto al Segretario generale e, successivamente, eventuali controlli da parte di autorità competenti. Sul piano politico, l'opposizione insiste perché la vicenda sia chiarita rapidamente e con massima trasparenza, mentre resta da verificare il ruolo di tutti gli attori coinvolti, compresi i soggetti che hanno promosso e sostenuto i progetti.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 07 luglio 2026

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