Donnalucata, cinque arresti per estorsione e pestaggio: vittima un pensionato di 72 anni

I Carabinieri di Modica eseguono misure cautelari: indagati mandanti e tre esecutori materiali per tentata estorsione aggravata e lesioni.

A cura di Redazione Redazione
29 luglio 2026 12:34
Notizia verificata · Fonte: carabinieri.it · Vedi fonti
Donnalucata, cinque arresti per estorsione e pestaggio: vittima un pensionato di 72 anni -
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Nelle prime ore della mattina odierna i Carabinieri della Compagnia di Modica hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di cinque persone coordinate dalla Procura di Ragusa. Gli indagati — identificati con le iniziali M.F. (cl. 1981), G.E. (cl. 1985), C.D. (cl. 1983), A.C.R. (cl. 1974) e A.B. (cl. 1974) — sono gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di tentata estorsione aggravata e lesioni personali aggravate, fatto salvo il principio della presunzione di non colpevolezza.

I fatti contestati risalgono al 3 febbraio 2026, nel tardo pomeriggio, nella frazione balneare di Donnalucata (Scicli). Secondo le indagini, un pensionato di 72 anni mentre percorreva via Salvador Allende in auto è stato bloccato da una Fiat Panda che gli ha sbarrato la strada. Dall'utilitaria sono scesi tre uomini che lo hanno aggredito, trascinato sull'asfalto e colpito con calci e pugni, provocando lesioni al volto e agli arti.

Durante l'aggressione, gli assalitori avrebbero rivolto minacce di morte anche nei confronti della famiglia della vittima, intimandogli di saldare un presunto debito che il pensionato dichiara di non avere. L'azione è descritta dagli inquirenti come una spedizione punitiva finalizzata al recupero coattivo di somme di denaro.

Le indagini, condotte dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Modica, si sono basate sulle dichiarazioni della vittima, su specifiche attività tecniche e sull'analisi dei sistemi di videosorveglianza. Grazie a questi elementi gli investigatori hanno individuato l'autovettura impiegata, ricostruito i movimenti degli aggressori e identificato senza dubbio i tre esecutori materiali del pestaggio.

L'attività investigativa ha inoltre ricostruito il ruolo dei presunti mandanti, due fratelli gemelli del posto ritenuti gli organizzatori dell'azione. Secondo l'accusa la spedizione sarebbe stata commissionata per recuperare un presunto credito di 24.000 euro derivante da prestiti concessi in passato alla vittima e alla sua ex compagna.

A sostegno delle ipotesi accusatorie, nelle perquisizioni precedenti gli inquirenti avevano sequestrato dalle casseforti dei due presunti mandanti oltre 48.000 euro in contanti e numerosi assegni, tra cui titoli di credito a firma della vittima. Nell'odierna operazione è stata inoltre rinvenuta e sequestrata la somma di 6.500 euro presso l'abitazione di uno dei presunti mandanti.

Al termine delle operazioni gli arrestati sono stati condotti presso strutture penitenziarie a disposizione dell'Autorità Giudiziaria. Il Gip del Tribunale di Ragusa ha condiviso gli elementi raccolti dagli investigatori, che però restano suscettibili di convalide nel corso del giudizio e dovranno essere confermati nel contraddittorio tra le parti, come previsto dalla legge.

L'operazione riporta al centro dell'attenzione il tema della violenza e delle estorsioni nelle comunità locali, sollevando interrogativi sulle dinamiche del credito privato e sui potenziali metodi di recupero illegali. Le autorità giudiziarie proseguono le indagini per chiarire ogni responsabilità e eventuali legami ulteriori tra gli indagati e altri episodi criminali sul territorio.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 29 luglio 2026

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