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Droga e smartphone in carcere: 22 arresti a Catania, nel mirino le giovani leve del clan Cappello
Droga e smartphone in carcere: 22 arresti a Catania, nel mirino le giovani leve del clan Cappello
Operazione della polizia smantella un gruppo che usava droni e corrispondenza per introdurre droga e cellulari nelle carceri siciliane.
Questa mattina la polizia ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 22 persone, con riserva per altri quattro soggetti in attesa di interrogatorio, nell'ambito di un'inchiesta sui traffici di droga e di telefoni cellulari che coinvolge giovani affiliati al clan Cappello-Bonaccorsi. Il provvedimento, emesso il 3 luglio dal gip su richiesta della Procura distrettuale di Catania, inquadra reati quali associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, porto d'armi, lesioni e minacce, aggravati dall'uso delle armi e dalla partecipazione numerosa; per alcuni indagati è contestata anche l'aggravante del metodo mafioso.
Indagine e filone originario
Le indagini, condotte dalla sezione reati contro la persona della squadra mobile tra aprile 2022 e il 2024, sono partite da una serie di episodi di violenza e sparatorie e si sono poi allargate fino a ricostruire un'organizzazione gerarchizzata dedita allo spaccio sia nelle piazze cittadine sia all'interno degli istituti di pena. Il fascicolo ricostruisce il nesso fra alcuni fatti di sangue e le attività illecite, basandosi su intercettazioni, riscontri e sequestri.
Un episodio chiave emerso nelle indagini è la rissa degenerata in sparatoria la notte tra il 16 e il 17 aprile 2022 nel locale "Ecs Dogana", scatenata dal blocco dell'esibizione di un neomelodico imparentato con esponenti del clan. Il concerto, che avrebbe dovuto vedere sul palco anche il trapper Tony Effe, è stato punto di rottura fra gruppi contrapposti; le prime indagini culminarono il 9 agosto 2022 in cinque arresti per rissa e porto d'armi, quattro dei quali coinvolti nell'odierna misura. A conferma del quadro probatorio gli investigatori citano anche un'intercettazione atipica: l'audio di una canzone che ripercorreva dettagliatamente gli eventi della discoteca.
Faida interna e ondate di violenza
A partire dal 14 giugno 2023 l'organizzazione si è lacerata in una vera e propria faida, con due fazioni contrapposte: una intenzionata a punire un affiliato ritenuto infedele e l'altra a difenderlo. Le tensioni sono sfociate in scontri a fuoco, tra cui quello del 16 giugno 2023 nel Villaggio Sant'Agata Zona A, e in una rappresaglia dopo il mancato recupero di un credito di appena 500 euro il 21 giugno. Tra il 22 e il 25 giugno a Camporotondo Etneo è stata crivellata di colpi una palazzina, episodio che ha contribuito a definire la pericolosità e la capacità operativa del gruppo.
Modus operandi: droni, corrispondenza e complicità interne
Le investigazioni hanno fatto emergere un salto di qualità nel modello di business: oltre alle tradizionali piazze di spaccio di Villaggio Sant'Agata, San Cristoforo e Librino, il sodalizio aveva sviluppato un lucrativo mercato all'interno delle carceri dell'Isola. La rete riforniva i detenuti con droni pilotati da professionisti, con pacchi occultati nella corrispondenza e, secondo gli inquirenti, anche con la complicità di persone all'interno degli istituti. Un smartphone in cella poteva raggiungere prezzi fino a quindici volte superiori al valore normale, rendendo il traffico interno particolarmente redditizio.
Secondo l'ordinanza risultano coinvolti anche due soggetti insospettabili sottoposti a misura cautelare: un avvocato catanese accusato di aver fatto entrare stupefacenti nel carcere di Agrigento per un esponente dell'associazione e un dirigente medico in servizio alla casa circondariale di Noto che avrebbe tentato di far recapitare droga e schede sim nascoste in palloncini dentro carne e pesce.
Sequestri, mezzi e assetti operativi
Nel corso delle indagini gli agenti hanno proceduto a ingenti sequestri di sostanze e strumenti: quantitativi rilevanti di crack, cocaina, hashish e marijuana, armi di vario calibro, munizioni, un drone, telefoni cellulari, dispositivi per la sicurezza delle piazze di spaccio e materiale per il confezionamento della droga. L'esecuzione delle misure cautelari è scattata questa mattina con l'impiego della squadra mobile etnea e del servizio centrale operativo, supportati da reparti prevenzione crimine, polizia scientifica, unità cinofile antidroga e da un elicottero del reparto volo di Palermo.
L'ordinanza descrive inoltre la presenza di un leader ritenuto indiscusso e una struttura interna fortemente gerarchizzata, elementi che hanno permesso di contestare, per alcuni indagati, l'agevolazione del clan Cappello-Bonaccorsi. Restano aperti gli accertamenti e le attività di riscontro sui canali di approvvigionamento e sui legami esterni dell'organizzazione.
Al momento proseguono le attività giudiziarie: la Procura ha disposto la riserva di decisione per altri quattro indagati in attesa di interrogatori preventivi, mentre gli uffici investigativi continuano a valorizzare i riscontri raccolti per completare il quadro probatorio.