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Galvagno (FdI): «Se il centrodestra va sotto sui provvedimenti del governo servirà una riflessione»
Galvagno (FdI): «Se il centrodestra va sotto sui provvedimenti del governo servirà una riflessione»
Il presidente dell'Ars avverte: se la maggioranza non regge sui provvedimenti nazionali bisognerà fare valutazioni politiche; tuttavia ritiene improbabile lo scenario.
Palermo — Gaetano Galvagno, presidente dell'Assemblea regionale siciliana e esponente di Fratelli d'Italia, ha avvertito che se la maggioranza dovesse «andare sotto su qualche provvedimento governativo» sarà necessario «prenderne atto e fare le valutazioni conseguenti». La dichiarazione è arrivata al termine della seduta del parlamento siciliano, in un'intervista rilasciata all'Agenzia Dire.
Galvagno ha però immediatamente smorzato i toni, affermando di non credere che «questa condizione si verificherà». Ha ricordato che alcune questioni parlamentari possono equivalere a un voto di fiducia alla Camera o al Senato e che, se non si riuscisse a portare avanti un provvedimento ritenuto cruciale, «allora vorrà dire che è un fallimento».
Il presidente dell'Ars ha evidenziato la fragilità della coalizione regionale: «Alle Amministrative il centrodestra siciliano ha dimostrato di avere la maggioranza in tutti i comuni ma quando va diviso perde». Nel ribadire la pericolosità delle spaccature interne ha sottolineato la comprimibilità del gruppo: «Siamo in 41, appena c'è una minima divisione perdiamo». Queste cifre sono state citate da Galvagno per spiegare come la coesione sia decisiva in Aula.
Sull'esito delle elezioni comunali, Galvagno ha imputato le sconfitte a ragioni interne: «Alle Comunali il centrodestra ha commesso errori per egoismo ed **egocentrismo»». Ha quindi posto l'accento sulla necessità di una maggiore disciplina di coalizione per evitare ripetizioni dello stesso esito anche a livello regionale.
Sulla possibile candidatura di centrodestra, Galvagno ha commentato anche il versante opposto dello schieramento: riguardo a Ismaele La Vardera, leader di Controcorrente attualmente in campo per la presidenza della Regione, ha detto che «debba fare un passo indietro in favore dei partiti nazionali». Ha avvertito che, se i partiti del centrosinistra dovessero invece convergere su La Vardera, sarebbe per loro «l'ammissione di un fallimento» e la dimostrazione di scarsa fiducia nella propria classe dirigente.
Infine, Galvagno ha valutato l'effetto delle dichiarazioni interne a Fratelli d'Italia: le parole del commissario regionale Luca Sbardella, che ha detto fra l'altro che «se il candidato del centrodestra non dovesse essere Renato Schifani non è scontato che il sostituto sia di Forza Italia», «aiutano il presidente Schifani». «Sta dicendo — ha spiegato Galvagno — che se c'è Schifani noi ci siamo, mentre se il nome è differente siamo pronti a mettere i nostri nomi, uomini o donne. La dichiarazione di Sbardella rafforza la candidatura di Schifani all'interno di Forza Italia».
Le dichiarazioni del presidente dell'Ars tracciano i principali nodi politici in vista della corsa regionale: la necessità di coesione nel centrodestra, il rischio di frammentazione che può tradursi in sconfitta elettorale e le tensioni sul naming dei candidati. Il quadro dipinto da Galvagno appare orientato a richiamare i partiti a misure di responsabilità e disciplina interna per evitare ripercussioni nelle votazioni sui provvedimenti governativi.
Fonte: intervista rilasciata all'Agenzia Dire al termine della seduta dell'Ars; citazioni testuali di Gaetano Galvagno.
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Verificato il: 07 luglio 2026