Incendi in Sicilia: oltre 1.000 interventi in 5 giorni, Legambiente chiede l'esercito

Focolai vicino alle abitazioni, strade chiuse e turni raddoppiati per i vigili: opposizioni e ambientalisti chiedono misure straordinarie.

A cura di Redazione
23 luglio 2026 13:48
Incendi in Sicilia: oltre 1.000 interventi in 5 giorni, Legambiente chiede l'esercito -
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Dal 18 luglio oltre 1.000 interventi contro gli incendi in Sicilia segnano un'emergenza in corso: nelle ultime ore i roghi hanno minacciato abitazioni, reso necessarie deviazioni stradali e imposto il raddoppio dei turni per tutti i Comandi dei vigili del fuoco dell'Isola. A Monreale quattro squadre hanno operato per un incendio che ha coinvolto alcune case, senza feriti, mentre un tratto della Statale Palermo‑Agrigento è stato chiuso tra il km 17,900 e il km 21,500 a causa delle fiamme attorno a Castronovo di Sicilia.

I fatti sul territorio

A Monreale le fiamme hanno richiesto l'intervento di quattro squadre dei vigili del fuoco e l'attivazione del Centro operativo comunale, spiegano le autorità locali. Altre aree interessate nelle ultime ore sono state Altavilla, con un incendio di sterpaglie a ridosso della E90 in direzione Palermo, e il tratto verso Catania a Termini Imerese. Per la sicurezza della viabilità sono intervenuti i cantonieri di Anas, che hanno presidiato l'area, collaborato con le squadre antincendio e deviato il traffico sulla Provinciale 58.

Le operazioni di spegnimento procedono mentre i Comandi locali lavorano con turni raddoppiati e con il supporto — quando disponibile — di mezzi aerei; la rapida propagazione dei roghi ha costretto alla chiusura temporanea di strade e a interventi coordinati tra più enti.

Reazioni politiche e richieste degli attori civili

Legambiente parla di emergenza e chiede l'intervento straordinario dell'«esercito» e il potenziamento dei mezzi della Marina militare e delle altre forze dell'ordine, sottolineando come la crisi climatica abbia aumentato la velocità e la capacità distruttiva del fuoco. I parlamentari regionali del Pd hanno presentato un'interpellanza ai ministri competenti e chiedono un «radicale cambio di approccio», puntando su prevenzione, monitoraggio e coordinamento Stato‑Regioni.

Jose Marano, capogruppo di ControCorrente, segnala l'impatto su turismo, agricoltura e attività produttive e richiama una norma a sua firma che consente l'uso di sistemi antincendio basati sull'intelligenza artificiale per migliorare prevenzione e gestione dei focolai. Carmelo Miceli chiede al presidente della Regione l'iter per lo stato di calamità e denuncia ritardi nelle misure di prevenzione strutturale, dalla pulizia del sottobosco alla manutenzione delle fasce tagliafuoco.

Cisl e Uil richiamano la dimensione strutturale del problema: il caldo estremo e la siccità non sono più eventi isolati ma condizioni ricorrenti che richiedono assunzioni, formazione e investimenti sul lungo periodo, oltre a un Piano regionale permanente contro le ondate di calore e misure di tutela per i lavoratori impegnati negli interventi.

La risposta della Regione

L'assessore al Territorio e Ambiente, Giusi Savarino, assicura il «massimo impegno» della Regione e ricorda il piano di investimenti avviato per la campagna antincendio boschivo 2026: risultano operativi 84 nuovi mezzi, sono stati aggiudicati contratti per 90 mezzi pesanti (autobotti), e previsti ulteriori 210 pick‑up con serbatoio da 400 litri. Sul fronte degli organici, la Regione parla di quasi 400 nuove unità tra personale del corpo forestale e ruoli professionali in vario stato di immissione in servizio.

Dal punto di vista organizzativo è attiva una sala unificata di coordinamento e, a breve, entrerà in funzione una Control room realizzata in collaborazione con Leonardo, finanziata dal governo nazionale. Savarino ribadisce inoltre l'impegno con le forze dell'ordine per individuare i responsabili dei roghi che hanno colpito abitazioni e attività produttive.

Nonostante gli annunci su mezzi e assunzioni, le opposizioni e le associazioni sottolineano ritardi nell'operatività di mezzi aerei e carenze nella prevenzione strutturale, denunciando una gestione ancora troppo orientata all'emergenza piuttosto che alla programmazione preventiva.

Le prossime ore saranno decisive: con l'estate ancora lunga, la gestione dei focolai, la capacità di prevenzione e il coordinamento tra enti rimangono al centro del dibattito pubblico, mentre le comunità locali e le forze in campo cercano di contenere i danni e ripristinare la normalità nelle aree coinvolte.

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