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Modica Calcio riparte al Pietro Scollo: entusiasmo, promesse e il progetto triennale verso i professionisti
Modica Calcio riparte al Pietro Scollo: entusiasmo, promesse e il progetto triennale verso i professionisti
Primo allenamento con tifosi, istituzioni e dirigenza: dal campo parte un ambizioso progetto triennale, tra speranze e punti interrogativi.
Nel pomeriggio del 26 luglio, allo Stadio Pietro Scollo, è ufficialmente partita la stagione 2026/27 del Modica Calcio. Il primo allenamento sotto la guida di Filippo Raciti ha segnato l'incidente scatenante di una narrazione che unisce squadra, società e città: una ripartenza che punta a riportare i rossoblù su palcoscenici professionali.
La seduta si è svolta in un clima di grande partecipazione: tifosi e ultras hanno gremito le tribune per far sentire il proprio sostegno ai vecchi e ai nuovi arrivati. La presenza della sindaca Maria Monisteri ha confermato la vicinanza delle istituzioni locali a un progetto che rivendica valore sportivo ma anche sociale per la comunità modicana.
Al centro del giorno c'è stata la presenza della società: il presidente Mattia Pitino (che ha sostituito momentaneamente Luca Gugliotta), l'amministratore delegato Giuseppe Rizza e lo staff tecnico. Pitino ha tracciato il perimetro dell'ambizione societaria, definendo la rosa come "i primi tasselli di un puzzle" e annunciando un progetto triennale con l'obiettivo di condurre il club tra i professionisti. Questo momento è stato il climax dell'evento, quando parola e presenza pubblica hanno sovrapposto speranza e responsabilità.
Il progetto e le incognite
L'annuncio di un percorso di tre anni è politico oltre che sportivo: implica programmazione, risorse e scelte dure. Sul piano editoriale è doveroso sottolineare i nodi aperti: trasparenza finanziaria, investimenti sul mercato e sul settore giovanile, e garanzie sulla sostenibilità economica dell'iniziativa. La società ha il merito di dichiarare l'obiettivo, ma i cittadini e i tifosi hanno il diritto di conoscere tempistiche, fonti di finanziamento e obiettivi intermedi che trasformino lo slancio emotivo in un piano credibile.
La struttura stadionistica — il Pietro Scollo, citato dallo stesso presidente come un impianto "realizzato per dare a voi tutto ciò che serve" — è un asset importante. Avere un impianto adeguato facilita allenamenti e attrattiva nei confronti di giocatori e staff, ma non sostituisce un modello gestionale solido. La partita vera si giocherà fuori dal campo: nella capacità della dirigenza di programmare, monitorare e comunicare risultati intermedi in modo rigoroso.
Con lo staff tecnico rinnovato e un gruppo già al lavoro, il Modica si avvia a un campionato di Serie D che sarà misura immediata delle ambizioni. La squadra dovrà trasformare l'entusiasmo del giorno d'apertura in continuità di rendimento: servono scelte chiare su mercato, preparazione atletica e management per evitare che le promesse restino slogan.
La città ha dato un segnale forte presentandosi numerosa allo stadio: è una risorsa che la società non può dare per scontata. Ai tifosi va chiesto di sostenere con passione ma anche con senso critico; alla società e alle istituzioni locali di fornire rendiconti, obiettivi misurabili e una roadmap pubblica. Solo così il progetto triennale potrà sperare di non restare solo una bella intenzione, ma trasformarsi in un percorso reale verso i professionisti.
La storia del Modica Calcio, in questa fase, è una promessa pubblica: partita dal campo, alimentata dalla piazza, ma dipendente dalla serietà gestionale. È una narrazione che merita fiducia condizionata, controllo civico e la pazienza necessaria per giudicare i risultati sul lungo periodo.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 27 luglio 2026