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Morti sul lavoro a Palermo: Di Gangi chiede atti, parte civile e un protocollo per la sicurezza
Morti sul lavoro a Palermo: Di Gangi chiede atti, parte civile e un protocollo per la sicurezza
A tre mesi dalle tragedie, la consigliera denuncia assenza di risposte su appalti, AMAP e costituzione di parte civile; propone un protocollo comunale.
Questa mattina la consigliera comunale del Pd Mariangela Di Gangi ha partecipato al sit-in promosso da Fillea, Filca e Feneal in via Ruggero Marturano, a tre mesi dalla morte di Daniluc Tiberi Un Mihai e Najahi Jaleleddine, i due operai caduti da una gru a Palermo. La sua azione rilancia la domanda politica: cosa ha fatto davvero l'Amministrazione Lagalla sulla sicurezza del lavoro?
Secondo i dati INAIL citati pubblicamente nelle scorse settimane, nella provincia di Palermo i casi con esito mortale denunciati erano già 13 a fine maggio 2026. Di Gangi richiama anche la relazione della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle condizioni di lavoro, che solleva questioni sulle modalità di gestione degli affidamenti e sui controlli nei cantieri.
La consigliera sottolinea come la frammentazione della filiera degli affidamenti e l'uso esteso di subappalti aumentino le aree grigie: si rende più difficile individuare responsabilità e i controlli rischiano di rimanere soltanto formali, soprattutto nei lavori ad alto rischio e negli ambienti confinati.
Richieste all'amministrazione
Di Gangi dichiara di aver chiesto gli atti relativi all'appalto coinvolto ad AMAP e, più in generale, la documentazione su appalti attivi, subappalti, contratti collettivi, maestranze e inquadramenti: a oltre due anni di distanza non ha ricevuto risposta. Pur riconoscendo che alcuni atti collegati alle indagini impongano cautele, la mancanza della documentazione generale ostacola il controllo consiliare su una società partecipata dal Comune.
Altro punto evidenziato è che, per quanto risulti ad oggi, il Comune di Palermo non si è costituito parte civile nel procedimento relativo alla strage di Casteldaccia, dove cinque lavoratori persero la vita in un intervento sulla rete fognaria affidato da una partecipata comunale. Di Gangi chiede che venga reso noto se la scelta sia stata valutata e, in caso contrario, se esistano margini processuali per un'eventuale costituzione.
La consigliera segnala inoltre che la richiesta di portare in aula l'associazione dei familiari delle vittime non ha avuto seguito. Secondo Di Gangi, ascoltare quelle famiglie non sarebbe solo un gesto simbolico, ma il primo passo per assumere impegni pubblici verificabili davanti alla città.
Per questo motivo è stata depositata un'interrogazione urgente al Sindaco e avanzata una proposta concreta: l'adozione da parte del Comune di un protocollo comunale per il lavoro sicuro negli appalti pubblici e nelle società partecipate, costruito con organizzazioni sindacali, organismi bilaterali, enti ispettivi, INAIL, ASP, Cassa Edile e soggetti competenti in materia di salute e sicurezza.
Di Gangi elenca le misure che a suo avviso servono subito: filiera trasparente, subappalti limitati alle attività realmente indispensabili, esecuzione diretta delle lavorazioni più rischiose, corretta applicazione dei contratti, formazione documentata e controlli effettivi. Non basta acquisire carte: occorre sapere chi lavora, dove lavora, con quale contratto e con quali misure di sicurezza.
Infine la consigliera affronta il tema del caldo: l'ordinanza regionale impone limiti e misure organizzative nei giorni di rischio elevato, ma le organizzazioni sindacali segnalano difficoltà nella sua applicazione. Di Gangi chiede che il Comune faccia la propria parte per garantire che l'ordinanza sia conosciuta, rispettata e applicata nei cantieri, nelle attività all'aperto e nei servizi esposti ad alte temperature, perché la prevenzione deve agire prima che si verifichino altre tragedie.
Di Gangi conclude chiedendo al Sindaco di venire in aula e spiegare cosa sia stato fatto: se l'Amministrazione ritiene di aver già fatto abbastanza, lo dica pubblicamente; se invece riconosce le lacune, si assuma l'iniziativa su AMAP, sulla mancata costituzione di parte civile per Casteldaccia, sul coinvolgimento dei familiari delle vittime, sul protocollo per gli appalti e sulle misure di prevenzione nei giorni di caldo estremo.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 10 luglio 2026