Nuova sindrome del neurosviluppo legata al gene GIT1: scoperta da team tra Enna, Catania e Roma

Studio pubblicato su Brain identifica varianti bialleliche loss-of-function di GIT1 in 9 pazienti; possibili benefici per diagnosi e consulenza genetica.

A cura di Redazione Redazione
10 luglio 2026 11:04
Notizia verificata · Fonte: policlinicorodolicosanmarco.it · Vedi fonti
Nuova sindrome del neurosviluppo legata al gene GIT1: scoperta da team tra Enna, Catania e Roma -
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Una nuova malattia genetica del neurosviluppo è stata identificata in uno studio italiano-francese che collega varianti con perdita di funzione nel gene GIT1 a un quadro clinico caratterizzato da microcefalia, grave disabilità intellettiva e alterazioni della crescita. La scoperta, descritta in un articolo pubblicato sulla rivista Brain dell'Oxford University Press il 9 luglio 2026, coinvolge 9 pazienti appartenenti a tre famiglie (due italiane e una francese).

Chi ha condotto la ricerca e dove: lo studio è stato promosso dall'IRCCS Oasi Maria SS. di Troina, in collaborazione con l'AOU Policlinico “G. Rodolico - San Marco” di Catania, l'Università degli Studi di Catania e l'IRCCS Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. I casi iniziali sono emersi da una famiglia consanguinea seguita a Troina e successivamente confrontati con altri gruppi clinici, permettendo l'identificazione della stessa mutazione in una famiglia francese.

Dettagli dello studio e metodologie

La scoperta è frutto della combinazione di genetica familiare e tecnologie di sequenziamento di ultima generazione. I ricercatori, guidati dal prof. Marco Fichera e dai biologi dei laboratori di genetica medica coinvolti, hanno realizzato una mappatura genomica con analisi di linkage per circoscrivere la regione coinvolta, seguita da sequenziamento dell'esoma che ha individuato varianti bialleliche di GIT1. Un gruppo indipendente guidato dal dott. Marco Tartaglia del Bambino Gesù ha confermato il ruolo di GIT1 con studi funzionali sia in vitro sia in vivo nel modello zebrafish.

Il fenotipo osservato nei pazienti comprende microcefalia, anomalie cerebrali visibili alla risonanza magnetica, grave disabilità intellettiva, tratti facciali riconoscibili e ritardo della crescita intrauterina con bassa statura. Queste caratteristiche cliniche sono risultate coerenti tra le famiglie studiate, fornendo un quadro clinico definito e riproducibile.

Gli esperimenti funzionali hanno mostrato che la perdita di funzione di GIT1 altera la dinamica del citoscheletro cellulare riducendo l'attività della proteina RAC1. Nel modello zebrafish sono state riprodotte alterazioni dello sviluppo coerenti con quelle umane, rafforzando il nesso causale tra le varianti genetiche e il quadro clinico osservato.

Le implicazioni cliniche includono la possibilità di una diagnosi più precisa per pazienti con fenotipi analoghi, un miglioramento della consulenza genetica e una più efficace organizzazione della presa in carico delle famiglie. Gli autori sottolineano però che si tratta di una condizione rara e che servono ulteriori studi per definire pienamente la variabilità clinica e le possibili implicazioni terapeutiche.

Il progetto è stato realizzato nell'ambito della Rete IDEA degli IRCCS e ha ricevuto finanziamenti dal Ministero della Salute e dal PNRR. La collaborazione tra istituzioni regionali e nazionali, e il confronto con gruppi internazionali, sono stati determinanti per l'identificazione del gene-malattia GIT1.

Per i pazienti e le famiglie interessate, gli uffici stampa degli enti coinvolti (IRCCS Oasi di Troina, AOU Policlinico “G. Rodolico - San Marco”, IRCCS Bambino Gesù) rimangono punti di riferimento per informazioni sullo studio e sulle possibili ricadute cliniche. I ricercatori avvertono che, al momento, la scoperta migliora la diagnosi e la consulenza, ma non implica terapie già disponibili specifiche per questa sindrome.

La pubblicazione su Brain rappresenta un passo significativo nella caratterizzazione delle malattie genetiche del neurosviluppo e apre la strada a studi più ampi volti a definire la prevalenza, i meccanismi biologici e le potenziali strategie di intervento per i pazienti affetti da varianti di GIT1.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 10 luglio 2026

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