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Operazione anti‑'ndrangheta: 35 arresti per traffico di cocaina con aggravante mafiosa
Operazione anti‑'ndrangheta: 35 arresti per traffico di cocaina con aggravante mafiosa
Oltre 200 Carabinieri eseguono misure cautelari in più province per un'organizzazione che importava cocaina dal Sudamerica e agevolava la cosca Alvaro.
Dalle prime ore della mattina oltre 200 Carabinieri hanno eseguito un'operazione che ha portato all'applicazione di 35 misure cautelari in carcere, disposte dal G.I.P. di Reggio Calabria su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Le indagini riguardano un presunto sodalizio accusato di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti con l'aggravante di cui all'art. 416 bis c.p., contestata per il ruolo di apporto alla cosca Alvaro di Sinopoli. Si registrano nell'ordinanza complessivamente 47 capi di imputazione. Va ricordato il principio della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
Le indagini e la struttura criminale
Secondo l'accusa, coordinata dalla D.D.A. di Reggio Calabria, il gruppo aveva base a Sinopoli e Sant'Eufemia e operava su tutte le fasi della filiera: importazione, stoccaggio, trasporto e vendita della cocaina. Le attività investigative si sono sviluppate in due fasi principali e hanno fatto emergere un sistema organizzato che, dal 2020 al 2021, avrebbe orchestrato importazioni dall'America del Sud con arrivi al porto di Gioia Tauro.
Nella prima fase il quadro probatorio si è avvalso dell'analisi di chat criptate acquisite dalla piattaforma "SKY ECC", da cui, secondo il provvedimento, sarebbe emerso l'operato coordinato di due soggetti allora detenuti e dei loro congiunti all'esterno del carcere. Le indagini attribuiscono all'organizzazione traffici per oltre 300 kg di droga, prevalentemente cocaina, con partecipazione anche di portuali per l'esfiltrazione delle partite.
Attività successive, sequestri e modalità operative
Tra settembre 2023 e marzo 2024 sono stati effettuati arresti in flagranza e sequestri che, secondo gli investigatori, confermerebbero la persistenza dell'attività criminale: quattro corrieri sono stati arrestati con oltre 25 kg di cocaina complessivamente sequestrata. Nella seconda fase (aprile 2023–luglio 2024) le intercettazioni tecniche e gli arresti in flagranza avrebbero evidenziato la figura centrale del figlio di uno dei soggetti detenuti, coadiuvato da una rete di sodali.
Le comunicazioni criptate, l'uso sistematico di telefono criptati, il ricorso a corrieri e a staffette, nonché l'impiego di autonoleggiatori compiacenti per il trasferimento notturno dei veicoli, sono elementi che gli inquirenti ritengono il modus operandi dell'organizzazione. Le consegne avvenivano sia con ritiri in Calabria da parte degli acquirenti sia con consegne a domicilio a fronte di un maggior prezzo per il rischio assunto dall'associazione, con destinazioni anche nelle province di Catania e Palermo.
Reati connessi: armi, violenza e tentato sequestro
Oltre al traffico di stupefacenti, nel provvedimento sono contestati reati di detenzione di armi, tentato sequestro di persona a scopo di estorsione e ricettazione di autovetture. Gli investigatori ricostruiscono episodi in cui il gruppo avrebbe prospettato ritorsioni agli interlocutori inadempienti: un tentativo di sequestro durante una consegna simulata sarebbe stato sventato dalle forze dell'ordine. Viene inoltre citato un episodio in cui sono stati esplosi colpi d'arma da fuoco contro la serranda di un esercizio commerciale per imporre divieti concorrenziali, segnalando la propensione all'uso della violenza per imporre interessi economici locali.
Secondo il G.I.P., i vertici dell'organizzazione si avvantaggiavano della qualità di appartenenti alla famiglia Alvaro per presentarsi come interlocutori temuti e attendibili presso altre organizzazioni criminali, facilitando così l'accesso a circuiti internazionali di narcotraffico.
Aspetti procedurali e coinvolgimento territoriale
Le misure sono state eseguite in più province: Reggio Calabria, Catanzaro, Cosenza, Palermo, Catania, Trapani, Caltanissetta, Torino, Milano, Pavia, Pescara e L'Aquila. All'operazione hanno partecipato comandi provinciali dei Carabinieri e lo Squadrone elicotterato "Cacciatori" di Calabria. Le contestazioni contestualmente muovono anche l'aggravante prevista dall'art. 416 bis 1 c.p. per il metodo mafioso e la finalità di agevolare la cosca Alvaro, la cui esistenza e ruolo sono documentati da provvedimenti giudiziari pregressi.
Per ora il provvedimento è nella fase delle indagini preliminari ed è sottoposto a impugnazione cautelare; la posizione degli indagati sarà definita nel corso dell'iter giudiziario.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 22 luglio 2026