Palermo, delibera sul CUP non pubblicata: consiglieri OSO accusano l'Ufficio di Presidenza e chiedono la rinuncia di Ferrandelli

Argiroffi e Forello sostengono che il mancato uso della firma digitale ha reso nullo l'atto e bloccato la spesa comunale; chiedono la delega all'Innovazione per Ferrandelli.

A cura di Redazione Redazione
10 luglio 2026 16:59
Notizia verificata · Fonte: comune.palermo.it · Vedi fonti
Palermo, delibera sul CUP non pubblicata: consiglieri OSO accusano l'Ufficio di Presidenza e chiedono la rinuncia di Ferrandelli -
Condividi

Un ritardo formale ha provocato il blocco della spesa comunale. I consiglieri comunali Giulia Argiroffi e Ugo Forello del gruppo OSO-Controcorrente denunciano l'approssimazione istituzionale dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio della quinta città d'Italia, accusandolo di non aver completato nei tempi di legge la sottoscrizione e la pubblicazione della delibera sul CUP, con la conseguente nullità formale dell'atto e un arresto totale della spesa pubblica.

Accuse e richieste

Secondo la nota diffusa dai due consiglieri, il problema sarebbe nato dall'assenza del Presidente e del Vicepresidente in aula, circumstance nella quale Fabrizio Ferrandelli, presente come consigliere per anzianità di voti, sarebbe stato chiamato a presiedere i lavori. I firmatari sostengono che Ferrandelli, che ricopre anche la carica di Assessore all'Innovazione, non avrebbe apposto la firma digitale entro i termini previsti, determinando la nullità dell'atto. La dichiarazione definisce l'episodio di «gravità inaudita» e parla di un danno «enorme per la città».

Nel testo della dichiarazione i consiglieri centrano l'attacco sull'inadeguatezza tecnica e politica: se chi detiene la delega alla transizione digitale non è in grado di utilizzare uno strumento come la firma digitale, si chiede, con toni duri, come possa guidare l'innovazione della città. Argiroffi e Forello rivolgono a Ferrandelli un invito formale a compiere un «gesto di dignità politica»: rinunciare almeno alla delega all'Innovazione.

I firmatari sottolineano inoltre il percorso che ha portato all'approvazione dell'atto in Consiglio: secondo loro l'aula aveva lavorato e corretto per tempo il documento, emendando quanto inizialmente inviato dagli uffici, ma l'errore formale dell'Ufficio di Presidenza avrebbe vanificato il lavoro svolto.

Nella parte conclusiva della nota Argiroffi e Forello affermano, con una formula netta, che per il bene della città «è decisamente meglio che Ferrandelli continui a non venire in aula». Tutte le affermazioni vengono presentate come la posizione ufficiale del gruppo OSO-Controcorrente.

Al momento la dichiarazione non riporta repliche ufficiali né commenti documentati da parte di Fabrizio Ferrandelli o dell'Ufficio di Presidenza; la vicenda, per la sua portata amministrativa e sull'erogazione della spesa pubblica, resta aperta e suscettibile di sviluppi.

I fatti contestati riguardano procedure amministrative e responsabilità politiche che incidono su trasparenza, governo locale e gestione della spesa pubblica: sia il Consiglio comunale sia gli uffici competenti sono chiamati ora a chiarire tempi, responsabilità e possibili rimedi per ripristinare l'efficacia degli atti deliberativi.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 10 luglio 2026

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Il Fatto di Sicilia