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Palermo: genitori arrestati per maltrattamenti su cinque figlie, ricostruiti 74 episodi
Palermo: genitori arrestati per maltrattamenti su cinque figlie, ricostruiti 74 episodi
Una scuola segnala un'aggressione: le indagini dei carabinieri portano al carcere marito e moglie, le ragazze affidate a una comunità protetta.
Nel capoluogo siciliano due genitori sono stati arrestati e portati in carcere con l'accusa di maltrattamenti in famiglia nei confronti delle loro cinque figlie minorenni. I provvedimenti, disposti dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Palermo, sono scattati dopo un episodio avvenuto a scuola che ha fatto emergere un quadro di violenza protratta nel tempo.
Dettagli delle indagini
L'attività investigativa, condotta dalla stazione Oreto tra febbraio e giugno 2026 e coordinata dalla procura ordinaria e da quella minorile, ha ricostruito complessivamente 74 episodi di violenza fisica. Secondo gli inquirenti le minori sarebbero state colpite con schiaffi, calci e pugni, e in alcune occasioni gli abusi sarebbero stati perpetrati anche con l'uso di utensili da cucina. Gli investigatori parlano di una «quotidianità fatta di terrore e sopraffazione» documentata da elementi ritenuti significativi.
Un primo allarme è scattato a scuola, quando la madre avrebbe insultato e tentato di aggredire una delle figlie in presenza del personale scolastico e dei carabinieri. Quell'episodio ha avviato gli accertamenti che poi hanno ampliato la prospettiva sui comportamenti tenuti in ambito familiare.
Il giudice ha valutato il materiale raccolto come un solido quadro indiziario e ha ritenuto necessaria l'applicazione della misura cautelare più restrittiva per tutelare l'incolumità delle giovani vittime. Per i genitori, un uomo di 47 anni e una donna di 35 anni, si sono così aperte le porte del carcere.
Protezione delle vittime e percorsi di assistenza
Le cinque ragazze sono state sottratte al nucleo familiare definito «altamente tossico e pericoloso» e collocate in una comunità protetta. Alle minori verrà garantita assistenza materiale e supporto psicologico specializzato per affrontare il trauma e tutelare il loro sviluppo in una fase fondamentale della crescita.
Le procure coinvolte hanno indicato che le indagini potrebbero proseguire per verificare eventuali responsabilità aggiuntive e ricostruire compiutamente la dinamica dei singoli episodi. Le autorità hanno sottolineato la priorità di mettere in sicurezza le vittime e di assicurare l'iter processuale nel rispetto dei diritti di tutte le parti coinvolte.
Le forze dell'ordine e gli operatori dei servizi sociali proseguiranno il lavoro di monitoraggio e di supporto, mentre il caso resta al centro dell'attenzione delle strutture giudiziarie competenti a Palermo.