Presidio a Palermo per le vittime della gru in via Marturano: sindacati chiedono risposte

Tre mesi dopo la tragedia in cui morirono Daniluc e Najahi, Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil chiedono controlli e sostegno alle famiglie.

A cura di Redazione Redazione
10 luglio 2026 19:31
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Presidio a Palermo per le vittime della gru in via Marturano: sindacati chiedono risposte -
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PALERMO. Un presidio è stato convocato a Palermo per ricordare Daniluc Tiberi Un Mihai, 49 anni, e Najahi Jaleleddine, 41 anni, i due operai deceduti tre mesi fa in via Ruggero Marturano quando il braccio di una gru ha ceduto e il cestello si è schiantato al suolo. L'evento è stato organizzato dai sindacati Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil per chiedere risposte immediate alle istituzioni e sostegno alle famiglie delle vittime.

Al presidio il segretario generale della Fillea Cgil di Palermo, Pietro Ceraulo, ha denunciato il «silenzio da parte di tutti i soggetti istituzionali coinvolti». Secondo Ceraulo, a distanza di tre mesi non sono arrivate né spiegazioni convincenti né misure di supporto: «Qui c'è gente devastata e straziata. Mancano gli strumenti per dare un sostegno economico a queste famiglie. Bisogna intervenire e trovare soluzioni concrete che diano risposte». Le parole del sindacalista hanno puntato il dito contro la mancanza di un confronto e di soluzioni tangibili.

Controlli nei cantieri e ordinanza anti-caldo

Nel corso del presidio è stato rilanciato l'allarme sulla carenza dei controlli nei cantieri. Ceraulo ha richiamato l'attenzione sul fatto che, nonostante un'ordinanza regionale vieti lavori nelle ore più calde, «in queste settimane, nelle nostre città, si continua a lavorare con le alte temperature». I sindacati denunciano che, se non vengono effettuati controlli adeguati, i lavoratori vengono lasciati in condizioni di sfruttamento: «Se nessuno controlla i lavoratori diventano schiavi di questo meccanismo».

I sindacati sostengono di essersi trovati nella singolare situazione di dover intervenire al posto delle forze dell'ordine per fermare cantieri ritenuti pericolosi, evidenziando una possibile fragilità del sistema di vigilanza sul territorio. La richiesta è netta: rafforzamento delle verifiche e controlli più stringenti sui cantieri per evitare il ripetersi di tragedie.

Al presidio erano presenti anche familiari delle vittime. Oltre alla sorella di Daniluc, Cristian Carmen, c'era Monica Garofalo, vedova di Giovanni Gnoffo, operaio morto in un cantiere di via Ugo la Malfa nell'ottobre 2023. Garofalo ha chiesto «risposte per me e per i miei figli»: a tre anni dalla morte del marito, ha denunciato che non sono state ancora depositate le perizie e che le famiglie non hanno ricevuto chiarimenti sul corso delle indagini.

La mobilitazione sindacale, dunque, mette in luce tre richieste principali: trasparenza sulle indagini, sostegno economico alle famiglie colpite e un potenziamento dei controlli nei cantieri, inclusa l'effettiva applicazione delle ordinanze sul divieto di lavoro durante le ondate di calore. I manifestanti avvertono che, senza interventi concreti, il rischio è che si ripetano altri incidenti mortali e che le famiglie rimangano prive di risposte e sostegno.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 10 luglio 2026

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