Sicilia stanzia 403.399 euro per i Centri per uomini autori di violenza (Cuav)

Il dipartimento Famiglia pubblica il decreto: risorse per consolidare i Cuav, criteri oggettivi e inviti alla trasparenza sui risultati.

A cura di Redazione Redazione
01 luglio 2026 13:34
Notizia verificata · Fonte: regione.sicilia.it · Vedi fonti
Sicilia stanzia 403.399 euro per i Centri per uomini autori di violenza (Cuav) -
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La Regione Siciliana ha assegnato 403.399 euro ai Centri per uomini autori di violenza (Cuav) già attivi sul territorio, con l'obiettivo di consolidare e potenziare i percorsi di responsabilizzazione e prevenzione. Il finanziamento, proveniente dal Fondo nazionale per le Politiche relative ai diritti e alle pari opportunità, è stato ripartito attraverso un decreto pubblicato dal dipartimento della Famiglia e delle politiche sociali. Nuccia Albano, assessore regionale, ha definito l'intervento «uno strumento fondamentale» per mettere al centro la sicurezza delle donne e la tutela delle famiglie.

Distribuzione delle risorse e criteri

Secondo il provvedimento, la ripartizione dei fondi è avvenuta sulla base di criteri oggettivi: popolazione residente, presenza dei centri sul territorio e numero di uomini presi in carico nel corso del 2025, sulla base del monitoraggio effettuato dal dipartimento regionale. Il decreto assicura la continuità dei percorsi già avviati e riconosce il ruolo strategico dei Cuav nella prevenzione della recidiva e nel recupero degli autori di violenza, in coerenza con la Convenzione di Istanbul, il Codice Rosso e gli standard nazionali approvati in Conferenza unificata.

I beneficiari potranno accedere alle risorse mediante la presentazione della documentazione richiesta dal dipartimento; il testo del decreto è stato reso consultabile pubblicamente.

Ruolo dei Cuav e quadro normativo

I Centri per uomini autori di violenza sono pensati come nodi di intervento che affiancano le misure di tutela delle vittime, promuovendo percorsi di consapevolezza e responsabilizzazione per gli autori di comportamenti violenti. Il provvedimento regionale richiama esplicitamente la necessità di agire in modo integrato, combinando protezione delle donne e azioni rivolte ai responsabili, in linea con gli obblighi europei e nazionali.

Domande aperte e richiesta di trasparenza

Il decreto definisce criteri e stanziamento, ma lascia aperti punti importanti per valutare l'efficacia dell'intervento. Non sono specificati nel comunicato i nomi degli enti beneficiari, il numero complessivo di Cuav finanziati né indicatori chiari di monitoraggio dei risultati (recidiva, tasso di completamento dei percorsi, valutazioni di impatto). Non è indicata una tempistica puntuale per l'erogazione né modalità di valutazione indipendente dei percorsi. Queste informazioni risultano essenziali per verificare la trasparenza e l'efficacia delle risorse pubbliche impiegate.

Il dipartimento regionale e gli enti che gestiscono i centri hanno ora la responsabilità di fornire dettagli operativi: elenco dei beneficiari, piano di spesa, indicatori di outcome e meccanismi di controllo. Solo con dati pubblici e verificabili sarà possibile valutare se il finanziamento contribuirà realmente a ridurre la violenza di genere e la recidiva.

Contesto e prospettive

L'intervento regionale si inserisce in una strategia più ampia di contrasto alla violenza di genere che combina tutela delle vittime e interventi sui responsabili. Il finanziamento di poco oltre 400 mila euro rappresenta una risposta di continuità per i servizi esistenti, ma rimane cruciale capire come queste risorse saranno integrate con altre misure di prevenzione, assistenza alle vittime e politiche sociali a livello locale.

Per approfondire: il decreto è consultabile sul sito del dipartimento della Famiglia e delle politiche sociali, dove si attendono aggiornamenti su beneficiari e modalità di rendicontazione.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 01 luglio 2026

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