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Sospesa la graduatoria della Democrazia Partecipata 2026: quattro consiglieri chiedono verifica sulla trasparenza
Sospesa la graduatoria della Democrazia Partecipata 2026: quattro consiglieri chiedono verifica sulla trasparenza
Il Presidente del Consiglio autorizza la verifica sulle procedure di assegnazione dei fondi ex L.R. n.5/2014; i consiglieri denunciano possibili conflitti e opacità.
La richiesta di sospensione e di verifica delle procedure per l'utilizzo delle somme destinate alla Democrazia Partecipata (ex L.R. n. 5/2014, anno 2026) è stata accolta, annunciano i consiglieri Franco Miceli, Rosario Arcoleo, Fabio Giambrone e Alberto Mangano. La decisione arriva tramite una nota del Presidente del Consiglio che, secondo i firmatari, consente di avviare un controllo sulle modalità di definizione della graduatoria e sull'intero iter amministrativo.
I quattro consiglieri motivano la richiesta con dubbi sulla trasparenza del processo: segnalano che i CAF sarebbero intervenuti a sostegno di alcune proposte, un fatto che – dicono – pone seri interrogativi sulla regolarità e sull'equità della partecipazione democratica. Secondo la dichiarazione congiunta, tali elementi rendono necessaria una verifica per accertare che la partecipazione sia un meccanismo effettivo e non un "meccanismo non trasparente ed equivoco".
Nel comunicato i firmatari auspicano che l'esame chiarisca i criteri adottati e che a prevalere nella selezione siano i progetti sociali e culturali, definiti un «prezioso patrimonio» per la comunità. I consiglieri chiedono quindi che l'istruttoria privilegi iniziative con impatto collettivo e non logiche di supporto politico o clientelare.
Contesto e punti aperti
L'istituto della Democrazia Partecipata previsto dalla L.R. n. 5/2014 mira a coinvolgere i cittadini nella definizione degli interventi finanziati con risorse pubbliche. Nel caso oggetto della sospensione, il fulcro della verifica è la procedura con cui è stata stilata la graduatoria dei progetti per l'anno 2026: criteri di ammissibilità, modalità di voto o consultazione e eventuali conflitti di interesse sono i nodi che dovranno essere chiariti.
La nota del Presidente del Consiglio, richiamata nella dichiarazione, apre la strada a controlli formali che potranno riguardare la documentazione amministrativa e le modalità di partecipazione. I consiglieri promotori sottolineano che l'obiettivo è garantire che la democrazia partecipata sia un processo reale e non subisca logiche opache. «Auspichiamo che si faccia chiarezza e che prevalgano i progetti sociali e culturali che sono un prezioso patrimonio della nostra città», recita il comunicato.
Rimangono al momento da definire i tempi e l'ufficio incaricato della verifica: la nota del Presidente dovrebbe però permettere l'avvio dell'istruttoria formale e, se necessario, la rielaborazione della graduatoria o l'annullamento di atti ritenuti non conformi. La vicenda resta quindi aperta e potrà avere ricadute sulle modalità future di gestione della partecipazione civica e sull'assegnazione di risorse pubbliche.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 07 luglio 2026