Sparatoria a Catania: sei fermi per tentato omicidio nell'asse Cappello-Bonaccorsi

Sei arresti per tentato omicidio, porto di armi e favoreggiamento aggravato con aggravante mafiosa dopo la sparatoria in piazza Beppe Montana.

A cura di Redazione
01 luglio 2026 07:41
Sparatoria a Catania: sei fermi per tentato omicidio nell'asse Cappello-Bonaccorsi -
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Catania — La polizia ha eseguito il 26 giugno un provvedimento di fermo nei confronti di sei persone ritenute responsabili, a vario titolo, di tentato omicidio, porto abusivo di armi e favoreggiamento aggravato. L'accusa contesta a tutti l'aggravante mafiosa, sostenendo che l'azione sia stata finalizzata a rafforzare gli interessi del clan Cappello-Bonaccorsi.

Svolgimento dei fatti

La vicenda trae origine dalla sparatoria avvenuta la sera dell'11 giugno in piazza Beppe Montana nel quartiere San Giovanni Galermo. Intorno alle 23:49 un commando di sei persone, a bordo di tre motocicli e con il volto travisato, ha esploso numerosi colpi d'arma da fuoco verso alcuni giovani presenti nei pressi di un chiosco bar. Nell'alto conflitto armato tre minorenni sono rimasti feriti, uno in condizioni gravi e ricoverato presso l'ospedale Cannizzaro. Sul posto gli agenti hanno repertato numerosi bossoli e una pistola abbandonata nel parco.

Durante l'immediato intervento, una pattuglia dell'Arma dei carabinieri della compagnia di Gravina di Catania ha intercettato i tre scooter con i sei soggetti travisati. In fase di inseguimento uno dei passeggeri è caduto dal mezzo ed è stato arrestato dopo essersi disfatto di una pistola calibro 9x21, risultata rubata. L'arrestato indossava una protezione balistica artigianale composta da libri, coperte e nastro isolante.

Nelle ore successive la squadra mobile, grazie all'analisi di filmati di videosorveglianza, ha identificato e arrestato tra il 12 e il 17 giugno un giovane minorenne rimasto ferito e un terzo soggetto che si era nascosto dietro il chiosco. Le attività investigative hanno ricostruito ruoli e posizioni dei partecipanti allo scontro, collegandoli alla rete del clan.

Le indagini hanno inoltre evidenziato che la sparatoria è il culmine di tensioni interne tra due fazioni del clan Cappello-Bonaccorsi. I componenti rimasti irreperibili si sono spostati tra il catanese, il siracusano e il messinese con il supporto di un presunto factotum. Secondo gli investigatori, un esponente del clan già detenuto avrebbe impartito ordini: tra questi l'organizzazione di un sequestro e l'indicazione di utilizzare dispositivi in uso alle forze dell'ordine e parrucche per simulare un controllo.

L'epilogo dell'operazione è avvenuto il 25-26 giugno a Floridia (Sr), dove la squadra mobile ha fatto irruzione in una struttura ricettiva bloccando quattro componenti del commando. Parallelamente, a Catania sono stati rintracciati altri due soggetti, tra cui il presunto factotum. Nel corso delle perquisizioni sono state sequestrate una pistola calibro 6,35 oggetto di furto e uno degli scooter utilizzati la sera dell'11 giugno.

All'esito delle udienze di convalida il giudice per le indagini preliminari ha disposto la custodia cautelare in carcere per cinque indagati; per il sesto il fermo è stato riqualificato in favoreggiamento semplice e la misura adottata è stata gli arresti domiciliari. L'attività investigativa prosegue per chiarire eventuali responsabilità ulteriori e ricostruire la catena dei compiti all'interno del clan.

Le autorità giudiziarie e la polizia mantengono riserbo su dettagli operativi ancora sotto verifica, mentre rimane alta l'attenzione sulle possibili ripercussioni delle tensioni interne al clan sulla sicurezza del territorio.

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