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Tentato omicidio ad Aci Bonaccorsi: 34enne in prognosi riservata, arrestato 38enne
Tentato omicidio ad Aci Bonaccorsi: 34enne in prognosi riservata, arrestato 38enne
Lite in un chiosco bar degenerata in aggressione; due carabinieri liberi dal servizio bloccano il sospetto e sequestrano il coltello.
Tentato omicidio ieri pomeriggio ad Aci Bonaccorsi: un uomo di 34 anni, di nazionalità albanese, è ricoverato in prognosi riservata dopo essere stato accoltellato al culmine di una lite in un chiosco bar. Il presunto aggressore, un 38enne albanese residente a Viagrande, è stato arrestato e portato al carcere di Catania Piazza Lanza con l'accusa di tentato omicidio.
Due carabinieri liberi dal servizio hanno sventato la fuga del sospetto. I militari stavano transitando in via Giuseppe Garibaldi quando hanno udito le urla dei passanti e hanno individuato l'uomo con vistose escoriazioni e indumenti sporchi di sangue, mentre cercava di raggiungere una vettura parcheggiata in doppia fila per darsi alla fuga. Dopo essersi qualificati, i due carabinieri sono riusciti a bloccarlo in sicurezza.
È stato rinvenuto e sequestrato un coltello a serramanico con la lama ancora sporca di sangue: secondo gli investigatori l'arma era stata gettata sotto un'auto in sosta poco prima dell'intervento. La centrale operativa ha inviato sul posto pattuglie delle stazioni di Viagrande e Pedara, mentre i militari hanno provveduto a chiamare i soccorsi e raccogliere le prime dichiarazioni.
Secondo la ricostruzione finora emersa, il 38enne avrebbe avuto un acceso diverbio con il connazionale di 34 anni all'interno del bar: la discussione è proseguita all'esterno, dove l'aggressore avrebbe colpito la vittima ripetutamente al torace, all'addome e al collo. La vittima è attualmente ricoverata in prognosi riservata, ma le autorità sanitari riferiscono che non sarebbe in pericolo di vita.
Indagini in corso
I carabinieri hanno acquisito le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona e ascoltato i testimoni presenti per ricostruire la dinamica dell'episodio. Il fermato è stato posto a disposizione dell'autorità giudiziaria; le indagini proseguono per chiarire ruoli e responsabilità e definire le eventuali aggravanti legate all'uso dell'arma. Restano al vaglio degli inquirenti tutti gli elementi raccolti sul luogo dell'aggressione.
La vicenda viene trattata come un episodio di violenza grave scaturito per futili motivi, con le forze dell'ordine impegnate a completare gli accertamenti e a verificare ogni ulteriore elemento utile all'istruttoria.