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Tentò di uccidere un extracomunitario a Catania: obbligo di dimora per un 24enne
Tentò di uccidere un extracomunitario a Catania: obbligo di dimora per un 24enne
Aggredito nel centro storico, la vittima ha riportato ferite gravi; il giudice ha disposto l'obbligo di dimora per il presunto aggressore.
Lo scorso 22 luglio la Questura di Catania, su disposizione della Procura etnea, ha eseguito un'ordinanza di misura cautelare di obbligo di dimora nei confronti di un 24enne di Paternò, ritenuto responsabile di tentato omicidio pluri‑aggravato e di porto e detenzione di strumenti atti ad offendere. L'aggressione è avvenuta il 3 maggio nel centro storico di Catania e la vittima, un extracomunitario, è stata ricoverata per ferite da taglio e da punta, poi dimessa con una prognosi di 30 giorni.
Secondo l'imputazione, il fatto è aggravato dall'uso di un coltello a scatto, dai cosiddetti futili motivi e dalla finalità di discriminazione razziale: gli investigatori contestano inoltre al 24enne di aver rivolto insulti a sfondo razziale alla vittima. Il provvedimento è stato emesso dal GIP del tribunale di Catania a fronte della richiesta iniziale di custodia cautelare in carcere avanzata dalla Procura.
Dettagli dell'aggressione e indagini
La vittima è stata ritrovata la sera del 3 maggio priva di sensi e in una pozzo di sangue nel centro storico; presentava ferite da taglio alla testa, al dorso e all'emitorace sinistro. Ricoverata in ospedale, non era in condizioni di fornire indicazioni sull'aggressore al momento del rinvenimento.
Le indagini condotte dalla III sezione investigativa — dedicata ai reati contro la persona — hanno ricostruito la dinamica attraverso l'analisi dei filmati delle telecamere di videosorveglianza e le testimonianze raccolte. Gli accertamenti, integrati dalle dichiarazioni rese dallo stesso indagato, descrivono un diverbio scaturito da gesti irriverenti compiuti dalla vittima in stato di ebbrezza e la successiva estrazione del coltello da parte dell'indagato, con ripetuti fendenti all'addome, al dorso e alla testa.
Il giudice ha ritenuto proporzionata la misura dell'obbligo di dimora, eseguita dagli agenti della Questura, nonostante la Procura avesse richiesto la custodia cautelare in carcere. L'indagato resta sottoposto a vincoli di presenza e dimora e continueranno gli accertamenti in vista delle fasi successive dell'istruttoria.
Il caso mette in evidenza il ruolo delle immagini di videosorveglianza e delle testimonianze nella ricostruzione di episodi di violenza urbana e richiama l'attenzione sulle tensioni legate a intolleranza e discriminazione razziale in contesti pubblici. Le autorità procedono nel rispetto del principio di presunzione di innocenza fino a decisione definitiva dell'autorità giudiziaria.