Crollo di Pistunina, Panarello si dichiara estraneo: al centro l'ipotesi di interventi sui pilastri

Nell'interrogatorio l'imprenditore nega responsabilità; un ingegnere si avvale della facoltà di non rispondere e un altro indagato è ricoverato.

A cura di Redazione
04 agosto 2026 13:58
Crollo di Pistunina, Panarello si dichiara estraneo: al centro l'ipotesi di interventi sui pilastri -
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Nel giorno dedicato agli interrogatori nell'inchiesta sul crollo della palazzina di Pistunina, Alessandro Panarello è stato l'unico degli indagati a rispondere ai magistrati, dichiarandosi «completamente estraneo ai fatti». La Procura di Messina procede per omicidio colposo plurimo, disastro colposo e rimozione o omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, contestazioni mosse nell'ambito degli accertamenti sui lavori eseguiti nei locali commerciali al piano terra.

Interrogatori e posizioni

Davanti ai sostituti procuratori Anita Siliotti e Antonietta Ardizzone, Panarello — assistito dall'avvocato Salvatore Silvestro — ha respinto ogni addebito e fornito la propria versione dei fatti. Secondo la difesa, il suo assistito si è detto estraneo a ogni responsabilità e ha risposto alle domande dei pm.

L'ingegnere Pietro Leone, progettista della palazzina e anch'egli indagato, ha invece scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere, accompagnato dal legale Sebastiano Campanella. Il terzo indagato coinvolto negli interrogatori, l'imprenditore edile Pasquale D'Alì, è rimasto ferito nel crollo ed è al momento ricoverato: la difesa, rappresentata dall'avvocato Antonello Scordo, ha chiesto il rinvio dell'interrogatorio.

Un elemento al centro delle ricostruzioni giornalistiche recenti riguarda le voci su presunte modifiche alla struttura interna dell'edificio, in particolare ipotetici interventi demolitori su pilastri portanti. Sulla questione l'avvocato Silvestro ha definito come «palesemente falsa» l'indiscrezione relativa a un abbattimento dei pilastri, sottolineando che tale circostanza non è stata oggetto dell'interrogatorio del suo assistito.

Al contempo lo stesso legale ha precisato che «ci sono delle indagini in corso su chi e se ha eseguito degli interventi», lasciando così aperto il fronte degli accertamenti tecnici. La Procura sta valutando documentazione, rilievi e testimonianze per chiarire se i lavori di ristrutturazione avviati nei locali commerciali abbiano inciso sulle condizioni strutturali dell'edificio.

I tre indagati ricoprono ruoli distinti nella vicenda: Panarello per la gestione dell'attività commerciale prevista nei locali al piano terra, D'Alì per l'esecuzione dei lavori di ristrutturazione e Leone per il progetto e la supervisione tecnica. La ricostruzione operata dagli inquirenti punta a definire la catena degli eventi che ha preceduto il cedimento.

Sarà ora compito degli approfondimenti tecnici e delle consulenze disposte dalla magistratura fornire elementi determinanti: analisi strutturali, verifiche sui materiali e sopralluoghi mirati sono previsti per stabilire le cause del cedimento e l'eventuale responsabilità penale. Al momento non risultano accertamenti conclusivi e le ipotesi di reato restano al vaglio degli inquirenti.

La Procura di Messina prosegue quindi con un doppio binario investigativo — ricostruzione tecnica e indagini sui soggetti coinvolti — mentre la comunità locale attende risposte sulla dinamica del fatto e sulle eventuali misure per la sicurezza degli edifici simili in zona. Ogni elemento, hanno ribadito gli investigatori, dovrà essere verificato dalle consulenze per evitare affermazioni non comprovate sui motivi del tragico evento.

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