Incendi AIB 2026: vertice interistituzionale a San Giovanni La Punta, 3.454 ettari bruciati e piano per il presidio del territorio

Prefettura e Protezione Civile convocano Comune, forze dell'ordine e gestori di infrastrutture: aree più colpite, misure di prevenzione e tecnologia in campo.

A cura di Redazione Redazione
12 agosto 2026 12:03
Notizia verificata · Fonte: protezionecivilesicilia.it · Vedi fonti
Incendi AIB 2026: vertice interistituzionale a San Giovanni La Punta, 3.454 ettari bruciati e piano per il presidio del territorio -
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Nella mattinata dell'11 agosto 2026 si è tenuto a San Giovanni La Punta, presso il Centro Operativo Regionale della Protezione Civile Siciliana, un vertice interistituzionale convocato per fare il punto sulla campagna di prevenzione AIB 2026 e sull'andamento degli incendi boschivi e di interfaccia nella provincia di Catania. La riunione è stata presieduta dal Prefetto di Catania, Pietro Signoriello, e dal Direttore Generale della Protezione Civile Regionale, ing. Salvatore Cocina.

Dettagli e dati sugli incendi

I dati illustrati dal Comando provinciale dei Vigili del Fuoco evidenziano che, da giugno fino all'11 agosto, sono stati coinvolti complessivamente 3.454 ettari di vegetazione, con un picco di eventi registrato tra il 13 e il 25 luglio. Le aree maggiormente interessate sono il Calatino (comprensorio di Caltagirone, Ramacca, Palagonia e Mineo) e la cintura dell'Etna, con concentrazioni significative tra Paternò, Mascalucia, Belpasso e Ragalna; Belpasso risulta il territorio con il maggior numero di ettari bruciati (682 ha), mentre il solo territorio di Catania conta 363 ha.

La distribuzione degli interventi evidenzia inoltre la complessità delle operazioni: su un totale di 115 interventi iniziati come incendi di sterpaglie si è poi registrata un'evoluzione in incendi di rifiuti, e in 15 casi si è trattato della presenza di sostanze pericolose, complicando le attività operative e la sicurezza del personale intervenuto.

Partecipanti e ruolo delle istituzioni

Al tavolo hanno partecipato rappresentanti della Città Metropolitana, della Questura di Catania, del Corpo Forestale regionale, dei Comandi provinciali delle Forze dell'Ordine (Carabinieri, Guardia di Finanza), dei Vigili del Fuoco, delle Forze Armate (62° Reggimento Esercito, 41° Stormo di Sigonella e Maristaeli), della Capitaneria di Porto e dei gestori di infrastrutture come RFI, Enel Distribuzione, SIDRA e ACOSET, oltre ad ANAS e CAS e ai Sindaci dei Comuni coinvolti. La nutrita partecipazione è stata sottolineata come indicativa dell'impegno prioritario sul tema.

Proposte operative e quadro normativo

Il direttore Cocina ha proposto un cambio di strategia focalizzato sulla prevenzione primaria: presidio del territorio nei giorni di allerta rossa, mobilitazione di dipendenti pubblici e volontari (anche non AIB) e il coinvolgimento attivo dei Sindaci per l'individuazione delle aree a maggior rischio. È stata avanzata l'idea di creare un elenco di siti critici che necessitano di maggiori risorse per vigilanza e pattugliamento.

Sul fronte tecnologico, è prevista la valutazione dell'impiego di droni e satelliti per sorveglianza e intercettazione dei focolai; tali soluzioni saranno sottoposte ad approfondimenti di fattibilità, con particolare attenzione alla normativa sulla privacy.

Il Prefetto e i vertici di Polizia hanno inoltre ricordato il supporto già disposto dalla Questura tramite un piano coordinato che vede coinvolte Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza, con la disponibilità del Questore Giuseppe Bellassai ad intensificare i controlli nelle zone più esposte e a svolgere un incontro operativo già il prossimo giovedì.

Sul versante sanzionatorio, è stato richiamato l'art. 423-bis del codice penale per l'incendio boschivo doloso (pena fino a 10 anni di carcere), oltre ai vincoli introdotti dalla legge quadro: divieti e obblighi che includono il divieto di cambio di destinazione d'uso per 15 anni, il divieto di costruire per 10 anni sulle superfici percorse dal fuoco e l'obbligo per i Comuni di censire le aree bruciate e istituire il catasto degli incendi.

Cause, arresti e azioni preventive

Nel corso degli interventi è stato ricordato che la maggior parte degli incendi ha origine dolosa o colposa: il dirigente del Corpo Forestale ha rilevato che gli incendi non imputabili all'uomo sono minimali. Sono stati segnalati comportamenti come l'uso del fuoco da parte di alcuni allevatori per il rinnovo del pascolo. I Vigili del Fuoco, con l'ausilio dei Carabinieri, hanno individuato e denunciato due piromani nei recenti interventi.

Prossimi passi

La Prefettura ha sollecitato i Sindaci dei Comuni più esposti, in particolare quelli del Calatino e della cintura dell'Etna, a segnalare con celerità le criticità non gestibili in autonomia alla Regione Siciliana. Sulla base delle segnalazioni saranno definite le risposte operative in sede di tavolo tecnico questorile e nelle riunioni di coordinamento già programmate, mentre si procederà con le verifiche normative per gli strumenti tecnologici proposti.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 12 agosto 2026

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