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L'Ulisse, l'ultima Odissea: a Siracusa il racconto che mette in scena la memoria di Odisseo
L'Ulisse, l'ultima Odissea: a Siracusa il racconto che mette in scena la memoria di Odisseo
INDA porta in scena 'L'Ulisse, l'ultima Odissea': un allestimento che intreccia le parole di Omero, la musica, la danza e il coro per ridare vita ai viaggi di Ulisse.
L'Ulisse, l'ultima Odissea è presentato dall'INDA — Istituto Nazionale Dramma Antico — come un allestimento che ricompone, sulla scena, il potere del racconto e della memoria. La proposta teatrale prende le mosse dall'episodio in cui Odisseo, ancora lontano da Itaca e bloccato in un luogo da cui non può partire, è costretto a restituire se stesso attraverso la parola; aiutato da un cantore e incalzato da un coro di viaggiatori, egli rievoca le sue imprese e le rende visibili al pubblico.
Secondo il materiale informativo diffuso dall'INDA, la drammaturgia mette in primo piano le parole di Omero, accompagnate da musica e danza, in un dispositivo scenico che fa emergere figure mitiche come Calipso, il Ciclope, le Sirene, Circe, Scilla e Cariddi. Il principio narrativo è semplice e potente: quando la partenza è impossibile, rimane solo il racconto, e il racconto diventa teatro.
L'incidente scatenante della pièce è la condizione di stasi di Ulisse: un eroe che non può riprendere il viaggio e che quindi si confronta con il proprio passato tramite la memoria. È questo stato di sospensione che obbliga il protagonista a trasformare il vissuto in narrazione performativa, consegnando alla scena i paesaggi avventurosi e pericolosi del poema omerico.
Il climax si raggiunge quando i ricordi di Odisseo, evocati con l'accompagnamento del cantore e il commento del coro, prendono vita e si sovrappongono alla realtà della scena: le immagini mitiche non restano confinati alla parola, ma vengono riplasmate dalla musica e dalla danza, creando un intreccio di media che amplifica la valenza emotiva e simbolica dell'epos.
La risoluzione, racconta INDA, non è tanto una conclusione narrativa quanto un movimento di riconsolidamento identitario: il racconto permette a Ulisse di mantenere la propria identità nonostante l'assenza della patria, e al pubblico di partecipare a una forma antica di conoscenza — il teatro — che compie la sua funzione civica di memoria collettiva. In questo senso l'opera si chiude non con un punto fermo, ma con una riconciliazione fragile tra memoria e desiderio di ritorno.
Il progetto riporta in scena elementi della tradizione del coro e del cantore, cardini del teatro antico, in una chiave che cerca di essere al contempo fedele alla fonte omerica e sensibile alle modalità performative contemporanee. L'uso combinato di parola, musica e corpo mira a restituire la pluralità dell'Odissea, dove mito, viaggio e trauma personale si intrecciano.
A livello di fruizione, l'allestimento è presentato come un viaggio che alterna intensità e sospensione: momenti di forte impatto sensoriale (le figure mitiche che emergono dal racconto) si alternano a pause riflessive in cui è la voce del narratore a guidare l'attenzione. Il coro dei viaggiatori, secondo il comunicato, assume il duplice ruolo di testimone e interlocutore, rendendo visibile la dimensione comunitaria del racconto.
Il contesto istituzionale è quello dell'INDA — Istituto Nazionale Dramma Antico | Fondazione ONLUS | Siracusa — che da decenni si dedica alla valorizzazione del teatro antico. La scelta di mettere in scena un'opera che rilegge l'Odissea sottolinea la missione dell'istituto: mantenere vivo il patrimonio classico attraverso linguaggi performativi contemporanei e coinvolgere pubblici diversi in una pratica culturale che è al tempo stesso storica e viva.
Per il pubblico, la proposta funziona come una sorta di rito moderno: si assiste al tentativo di restituire il mito a una platea contemporanea, interrogandosi su come la memoria e il racconto possano ancora oggi ridefinire l'esperienza individuale e collettiva. La messa in scena fa leva su emozione, narrazione e spettatorialità per rimettere in circolo elementi di una tradizione millenaria.
L'Ulisse di questa edizione appare dunque come un viaggio narrativo che non si limita a riassumere le avventure dell'eroe: lo mette sotto tensione, lo sottopone al giudizio della memoria e degli altri, trasformando la scena in un luogo di sospensione e di possibile rinascita. È un teatro che cerca una mediazione fra antico e contemporaneo, tra il testo e la sua presenza scenica, e che pone al centro la forza del racconto come forma di salvezza e conoscenza.
Biglietti e informazioni sull'allestimento sono comunicati direttamente dall'INDA; per chi volesse approfondire restano i canali ufficiali dell'istituto, dove consultare dettagli su repliche, orari e condizioni di accesso. L'operazione si configura come un tentativo consapevole di rendere l'Odissea non solo materia di studio, ma pratica viva e condivisa di teatro.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 03 agosto 2026