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Omicidio allo ZEN, Zacco: «Segnale drammatico di un fallimento collettivo»
Omicidio allo ZEN, Zacco: «Segnale drammatico di un fallimento collettivo»
Il consigliere Ottavio Zacco chiede un piano condiviso per l'infanzia e l'adolescenza dopo l'omicidio con due minorenni coinvolti.
Un omicidio avvenuto nello ZEN e che coinvolge «due ragazzi di appena sedici anni già noti alle forze dell'ordine» è stato definito oggi dal consigliere comunale Ottavio Zacco come «un segnale drammatico di un fallimento collettivo». La dichiarazione è una reazione diretta all'episodio, sul quale le forze dell'ordine stanno ancora indagando e per il quale non sono stati forniti ulteriori dettagli nell'immediato.
Zacco sottolinea come non si possa ridurre il fatto a una semplice notizia di cronaca: «L'omicidio avvenuto allo ZEN... non può essere considerato soltanto un fatto di cronaca. È il segnale drammatico di un fallimento collettivo, che riguarda le istituzioni, le famiglie e l'intera società», recita la nota del presidente della VI commissione consiliare.
Le richieste e le responsabilità
Nel suo intervento Zacco invita a interrogarsi su prevenzione, politiche e ruoli istituzionali: «In quartieri complessi come lo ZEN non possiamo limitarci a intervenire ogni volta che succede qualcosa, quando ormai la tragedia è già avvenuta». Chiede un percorso condiviso che coinvolga tutte le istituzioni, oltre le appartenenze politiche, e punta il dito anche sulle difficoltà dell'educazione familiare di fronte a modelli violenti e all'erosione dell'autorità.
Il consigliere propone il coinvolgimento degli Stati Generali per l'infanzia, l'adolescenza e le politiche giovanili, che riuniscono associazioni, volontari e operatori che «conoscono direttamente i territori e le loro fragilità». Secondo Zacco, la politica ha l'obbligo di dialogare con questa rete non soltanto nei giorni dell'emergenza, ma con continuità.
Zacco cita inoltre l'appello dell'Arcivescovo di Palermo durante i festeggiamenti di Santa Rosalia, che ha richiamato con forza la responsabilità collettiva verso i giovani e il rischio che la violenza diventi normalità. «E allora quella domanda dobbiamo farcela tutti: cosa stiamo facendo?», afferma la nota, rivolta a istituzioni, famiglie e società civile.
Pur rivendicando che la responsabilità individuale di chi commette un reato «resta e deve restare», Zacco invita a considerare dove la società abbia iniziato a perdere questi ragazzi, sottolineando l'importanza di interventi preventivi e di una politica che si confronti con le realtà territoriali.
Al momento non sono stati resi noti ulteriori particolari sul caso né informazioni ufficiali su vittima, dinamica dettagliata o provvedimenti giudiziari. Le autorità competenti proseguono le indagini; la richiesta pubblica di Zacco punta ad aprire un dibattito politico e sociale sulle strategie da adottare per contrastare la microcriminalità e la radicalizzazione giovanile nei quartieri fragili.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 17 agosto 2026