Palermo: il centro sociale di via Di Vittorio resta chiuso da un anno, la denuncia del presidente della II Circoscrizione

Giuseppe Federico accusa il Comune: struttura riqualificata con fondi pubblici abbandonata, chiede bando urgente o riapertura immediata.

A cura di Redazione Redazione
21 agosto 2026 09:59
Notizia verificata · Fonte: comune.palermo.it · Vedi fonti
Palermo: il centro sociale di via Di Vittorio resta chiuso da un anno, la denuncia del presidente della II Circoscrizione -
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Centro sociale di via Di Vittorio, nello Sperone, resta chiuso da un anno nonostante sia stato riqualificato con fondi pubblici, denuncia Giuseppe Federico, presidente della II Circoscrizione. Federico definisce la situazione «paradossale»: da una parte l'Amministrazione ha investito risorse per restituire dignità a un immobile, dall'altra lo ha lasciato in stato di chiusura esponendolo al degrado e al rischio di occupazioni.

Lavori e storia recente. Secondo il presidente, l'assessore Totò Orlando ha trasformato in soli 11 mesi quella che era una crack house in un centro sociale «nuovo di zecca», inaugurato due anni fa e poi gestito, per un anno, da PalermAbility 2030 per attività rivolte alle persone con disabilità, in attesa della pubblicazione di un bando pubblico. Quel bando, però, non è mai arrivato e da circa dodici mesi le porte dell'immobile sono rimaste chiuse.

Condizioni e rischi. L'area esterna è ormai invasa dalle erbacce e Federico teme che anche l'interno non corrisponda più alle condizioni di consegna. Una struttura pubblica abbandonata, avverte, non produce inclusione: al contrario, incrementa il degrado, espone al rischio di vandalismi e di occupazioni abusive e sottrae al quartiere un presidio sociale.

Altri interventi pubblici. Nella dichiarazione viene ricordato anche l'intervento sull'immobile della Baia dei Corsari, recuperato dall'assessore Orlando e destinato oggi ad attività per la disabilità. Federico sottolinea inoltre il ruolo dell'ex assessore Rosi Pennino, che aveva seguito l'iter tecnico dell'immobile e ne aveva modificato la destinazione d'uso, per evitare che una struttura inserita in un contesto residenziale venisse trasformata in dormitorio.

Cronologia e richieste

Federico chiede all'assessorato alle Attività Sociali una risposta immediata: o la pubblicazione del bando in tempi rapidi oppure la riapertura immediata del centro a scuole, associazioni, anziani, famiglie e alla rete sociale della II Circoscrizione. «Una struttura pubblica chiusa non produce inclusione», è la formula usata dal presidente per sintetizzare la criticità.

Il presidente si rende disponibile a un atto concreto: «per senso di responsabilità istituzionale, sono disponibile anche domani mattina a prendere le chiavi della struttura e, insieme alla rete di comunità della II Circoscrizione, a riaprire quelle porte», ha dichiarato. Annuncia inoltre che scriverà al sindaco chiedendo un intervento per accelerare le procedure e trovare una soluzione immediata.

Federico chiede che la questione non rimanga «nell'attesa infinita di una procedura amministrativa», ricordando che Via Di Vittorio ha bisogno di «un luogo vivo, frequentato e aperto ogni giorno. Un presidio di comunità, inclusione e dignità», e non di «un'altra porta chiusa». La vicenda resta aperta: ora la palla passa all'assessorato e alla Giunta comunale per decidere se pubblicare il bando o procedere alla riapertura straordinaria dell'immobile.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 21 agosto 2026

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