Sovraffollamento e carenze: sopralluogo del Pd nelle carceri di Messina, Siracusa e Termini Imerese

Ispezioni parlamentari segnalano oltre il 33% di sovraffollamento a Siracusa, carenze di personale e criticità nell'assistenza sanitaria.

A cura di Redazione
03 agosto 2026 12:02
Sovraffollamento e carenze: sopralluogo del Pd nelle carceri di Messina, Siracusa e Termini Imerese -
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Un gruppo di parlamentari del Pd ha svolto sopralluoghi nelle carceri di Messina, Siracusa e Termini Imerese, rilevando criticità rilevanti su sovraffollamento, organici e assistenza sanitaria. I controlli sono parte dell'iniziativa «Bisogna aver visto», avviata dal partito dopo l'allarme lanciato dal procuratore di Palermo Maurizio de Lucia.

Dettagli delle ispezioni

A Messina i deputati Stefania Marino e il senatore Antonio Nicita hanno segnalato l'assenza di figure professionali specifiche e criticità legate al presidio sanitario femminile: si tratta dell'unico presidio di ricovero femminile italiano nella zona e sono emerse difficoltà nelle visite familiari per donne detenute e ricoverate per motivi sanitari. Le carenze rilevate mettono in luce problemi sia di organizzazione sia di tutela dei diritti per le detenute.

Al penitenziario Cavadonna di Siracusa, secondo il senatore Nicita, la situazione è tra le più delicate: la popolazione carceraria supera del 33% la capienza prevista dalla pianta organica, segnalando un evidente problema di sovraffollamento e di sostenibilità delle attività quotidiane e dei servizi.

La visita alla casa circondariale di Termini Imerese, commentata dal deputato Peppe Provenzano, ha confermato la carenza di organico e le difficoltà legate al sovraffollamento; tuttavia Provenzano osserva che la struttura resta in linea con la media nazionale per molte criticità rilevate.

I sopralluoghi hanno raccolto elementi comuni: personale insufficiente, assistenza sanitaria al di sotto degli standard minimi, e strutture spesso riadattate ma inadeguate rispetto alle funzioni carcerarie. Questi rilievi confermano l'allarme espresso in precedenza dal procuratore Maurizio de Lucia e giustificano l'avvio di un monitoraggio parlamentare.

Accanto ai rilievi strutturali, è emersa con forza la necessità di offrire ai detenuti occasioni utili per impiegare il tempo della pena in attività di formazione e lavoro. Come ha sottolineato Peppe Provenzano, «il tempo della pena deve poter essere anche il tempo della responsabilità, della formazione e del reinserimento», indicando la riabilitazione come linea d'intervento prioritaria.

Le ispezioni del Pd mettono sul tavolo la questione delle risorse umane e materiali e sollecitano risposte di politica penitenziaria e investimenti per garantire standard minimi di cura, sicurezza e percorsi di reinserimento. I rilievi ora dovranno essere confrontati con i dati ufficiali e con le istituzioni competenti per valutare interventi mirati a ridurre il sovraffollamento e migliorare i servizi.

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