Spadafora: il sindaco Letterio Pistone si dimette dopo l'inchiesta della Dda di Messina

Pistone lascia il mandato dopo la sospensione prefettizia e l'ordinanza della Dda; difende la sua innocenza e annuncia battaglia in sede giudiziaria.

A cura di Redazione
03 agosto 2026 12:48
Spadafora: il sindaco Letterio Pistone si dimette dopo l'inchiesta della Dda di Messina -
Condividi

Letterio "Lillo" Pistone ha rassegnato le dimissioni da sindaco di Spadafora, a poco più di un mese dall'apertura dell'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Messina e dopo il provvedimento di sospensione prefettizia. La decisione è stata formalizzata con una nota trasmessa via PEC, motivata come atto volto a garantire la continuità amministrativa e la tutela delle istituzioni comunali.

Nella comunicazione ufficiale Pistone spiega di aver scelto di fare un passo indietro per preservare la serenità della vita istituzionale, il regolare funzionamento dell'ente e la tutela della sua immagine. Le dimissioni, scrive, sono state una "scelta profonda e sofferta" adottata "nell'esclusivo interesse della comunità amministrata".

L'ex sindaco precisa tuttavia che il gesto non rappresenta un'ammissione di responsabilità rispetto alle vicende giudiziarie che lo riguardano: dichiara di avere "piena fiducia nella magistratura" e annuncia l'intenzione di tutelare la propria posizione "in tutte le sedi competenti", nella convinzione di poter dimostrare la correttezza del proprio operato.

Dettagli dell'inchiesta

L'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di Pistone è stata emessa il 23 giugno scorso nell'ambito dell'indagine coordinata dalla Dda di Messina. Con lui sono stati destinatari della stessa misura due fratelli, di 75 e 71 anni, ritenuti dagli investigatori contigui alla famiglia mafiosa dei Barcellonesi.

Secondo la ricostruzione della Procura, l'indagine — avviata dopo una denuncia nell'aprile 2024 — ha fatto emergere un presunto accordo nelle elezioni comunali dell'8 e 9 giugno 2024: i fratelli avrebbero procurato voti sfruttando la loro presunta influenza sul territorio, ottenendo in cambio una serie di atti amministrativi favorevoli, tra cui concessioni di parcheggi pubblici, agevolazioni fiscali sull'IMU, semplificazioni nelle pratiche amministrative e cambi di destinazione d'uso di immobili.

L'inchiesta contempla inoltre una seconda ipotesi che coinvolge Pistone e una donna componente di un seggio elettorale: secondo la Procura, durante lo scrutinio la donna avrebbe fornito informazioni sull'andamento del voto e in alcuni casi avrebbe modificato schede nulle o contestabili. In cambio le sarebbe stato assegnato un incarico di collaborazione volontaria al Comune e sarebbe stata favorita l'ammissione di un familiare al servizio civile presso la Pro Loco di Spadafora.

Nel messaggio alla cittadinanza Pistone ringrazia i cittadini per la fiducia accordatagli, la Giunta, il Consiglio comunale, il vicesindaco, il segretario comunale e i dipendenti dell'ente, auspicando che l'amministrazione possa proseguire le attività nel clima di massima tranquillità. Le dimissioni determinano ora l'apertura delle procedure amministrative previste dalla normativa: sarà il prefetto e, se del caso, il Consiglio comunale a definire i passaggi successivi per garantire la regolarità dell'azione amministrativa.

L'indagine della Dda prosegue e le accuse formulate costituiscono al momento ipotesi che saranno valutate nelle sedi giudiziarie competenti. Pistone ha ribadito la volontà di difendersi nelle sedi opportune, mentre la comunità di Spadafora resta in attesa degli sviluppi giudiziari e delle decisioni amministrative che seguiranno alle sue dimissioni.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Il Fatto di Sicilia