Aggressione al pronto soccorso del San Marco: la Cisl FP chiede presidi fissi e body cam

Dopo un episodio di violenza al pronto soccorso del San Marco, il sindacato sollecita controlli permanenti delle forze dell'ordine e l'estensione delle body cam.

A cura di Redazione
25 settembre 2026 09:10
Aggressione al pronto soccorso del San Marco: la Cisl FP chiede presidi fissi e body cam -
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Un'aggressione avvenuta al pronto soccorso dell'ospedale San Marco ha riacceso l'allarme sulla sicurezza del personale sanitario. La Cisl Funzione Pubblica (Cisl FP) condanna l'episodio e chiede interventi immediati a tutela di operatori sanitari e addetti alla vigilanza privata. I dirigenti sindacali parlano di una situazione che si sta deteriorando e richiedono risposte concrete dalle istituzioni.

I vertici della Cisl FP — il segretario generale Danilo Sottile e i dirigenti Angelo Pirreco, Calogero Coniglio, Leo Pidarà e Mario Lauceri — hanno sottolineato come i pronto soccorso espongano quotidianamente lavoratrici e lavoratori a rischi inaccettabili. "Chi lavora ogni giorno per garantire la salute dei cittadini non può essere costretto a vivere e lavorare nella paura di subire aggressioni", dichiarano i dirigenti, ponendo l'accento sulla tutela del personale.

La richiesta centrale del sindacato è il ripristino di presidi fissi e continuativi delle forze dell'ordine all'interno dei punti di emergenza. Secondo la Cisl FP, gli interventi a intermittenza non sono più sufficienti: servono controlli permanenti per prevenire e contenere episodi di violenza, anche a tutela della regolare attività clinica e della sicurezza degli utenti.

Un secondo fronte di criticità evidenziato dal sindacato riguarda le body cam: i dispositivi sarebbero già operativi al Policlinico, ma non ancora attivati al San Marco. La Cisl FP chiede di comprendere le ragioni di questa discrepanza e di procedere rapidamente all'estensione delle dotazioni di sicurezza al personale maggiormente esposto.

Oltre alle misure di controllo e agli strumenti tecnologici, il sindacato sollecita un intervento strutturale delle istituzioni e una campagna di sensibilizzazione rivolta alla cittadinanza per riaffermare il rispetto verso chi lavora al servizio della salute pubblica. I rappresentanti sindacali ritengono che solo un approccio integrato — forze dell'ordine, tecnologie, vigilanza privata qualificata e prevenzione sociale — possa ridurre il fenomeno delle aggressioni.

Dal punto di vista operativo, la Cisl FP chiede che le amministrazioni locali e la direzione aziendale dell'ospedale diano una risposta tempestiva alle richieste: monitoraggi continui, attivazione delle body cam dove già previste e formazione specifica per il personale di pronto soccorso e per le guardie giurate. Il sindacato avverte che, in assenza di misure strutturali, il clima di insicurezza rischia di peggiorare ulteriormente.

Il caso al San Marco apre un confronto più ampio sulla sicurezza nelle strutture sanitarie e sulla necessità di tutelare chi presta servizio nell'emergenza. La palla passa ora alle istituzioni locali e alla direzione aziendale, chiamate a indicare tempi e modalità di intervento concretamente verificabili per ridare serenità ai luoghi di cura e sicurezza al personale.

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