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Catania: 54 giovani del Servizio civile al lavoro per un anno nei siti del Parco archeologico
Catania: 54 giovani del Servizio civile al lavoro per un anno nei siti del Parco archeologico
Secondo ciclo del progetto: studenti e laureati presidieranno teatri, musei e siti periferici; assegno mensile di circa 500 euro.
Catania — Sono 54 i giovani arruolati nel secondo ciclo del Servizio civile universale destinato ai musei e ai siti del Parco archeologico di Catania e della Valle dell’Aci. I volontari, per lo più studenti universitari di area umanistica selezionati con il bando 2026 del Ministero delle Politiche giovanili, svolgeranno un impegno di un anno a supporto di attività di fruizione e valorizzazione del patrimonio.
I partecipanti hanno firmato la presa in servizio nella sede direzionale del Parco, l’ex Manifattura Tabacchi in piazza San Cristoforo. Alla cerimonia erano presenti il direttore del Parco, Giuseppe D’Urso, i funzionari e Alberto Cardillo, capo di gabinetto dell’assessore ai Beni culturali Francesco Paolo Scarpinato, che ha definito il progetto «un esperimento positivo» per avvicinare le nuove generazioni alla cura del patrimonio.
Siti coinvolti
I volontari saranno distribuiti lungo l’itinerario archeologico del Parco di Catania: il complesso monumentale del Teatro antico di via Vittorio Emanuele (con Odeon e Casa Liberti), le Terme della Rotonda, dell’Indirizzo e il Portico dell’Atleta. A Catania sono interessate anche la chiesa di San Francesco Borgia in via Crociferi e, con la prevista riapertura primaverile dopo interventi, la Casa museo di Giovanni Verga. Sul territorio provinciale i volontari opereranno inoltre ad Adrano (museo regionale “Saro Franco”), a Mineo (sito archeologico di Palikè) e ad Aci Catena (area delle Terme di Santa Venera al Pozzo).
Il progetto è realizzato dal Parco archeologico con una convenzione stipulata con l’associazione EREI di Troina (Enna), ente che si occupa di formazione giovanile. Il primo ciclo del servizio, concluso a giugno 2026, aveva coinvolto 42 giovani tra i 18 e i 28 anni che per dodici mesi hanno presidiato siti, monumenti e musei del Parco.
«L’idea di coinvolgere i giovani del Servizio civile nei siti culturali siciliani — ha detto l’assessore Scarpinato — è un progetto pilota del Parco archeologico di Catania che oggi dà il via al secondo ciclo aumentando il numero di volontari e i siti coinvolti, includendo quelli più periferici di Adrano e Mineo». Per il direttore D’Urso il coinvolgimento dei volontari è anche una opportunità formativa: «Il patrimonio culturale non è soltanto da conservare, ma è un formidabile strumento di formazione», ha sottolineato.
Profili, formazione e condizioni contrattuali
Il nuovo gruppo è composto da studenti universitari, accademici, laureati e post-laureati impegnati in percorsi di specializzazione, con una pluralità di competenze che il Parco ritiene arricchente per i luoghi della cultura. Nei prossimi giorni i volontari seguiranno i corsi di formazione a cura dei funzionari del Parco.
Il servizio prevede un impegno settimanale di 25 ore (circa cinque ore al giorno) e un assegno mensile di circa 500 euro. Il Parco definisce l’esperienza sia come un contributo alla valorizzazione del patrimonio sia come un’opportunità concreta per i giovani di acquisire competenze sul campo e di inserirsi in attività culturali pubbliche.
Con questa iniziativa il Parco archeologico di Catania intende consolidare un modello sperimentato nel 2025 e ampliarlo, puntando a integrare risorse giovanili nella gestione quotidiana dei siti, dalla fruizione alla tutela, con attenzione anche alle realtà più periferiche del territorio.
Fact Check
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Fonte:
Verificato il: 21 settembre 2026