Dda di Palermo chiede 5 anni e 4 mesi per l'insegnante accusata di aver ospitato Matteo Messina Denaro

Accusa di favoreggiamento aggravato: la procura contesta che la donna abbia nascosto il boss nella casa al mare durante gli ultimi anni di latitanza.

A cura di Redazione
11 settembre 2026 07:48
Dda di Palermo chiede 5 anni e 4 mesi per l'insegnante accusata di aver ospitato Matteo Messina Denaro -
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La Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo ha chiesto una condanna a 5 anni e 4 mesi di reclusione per Floriana Calcagno, insegnante di Campobello di Mazara imputata per favoreggiamento aggravato e procurata inosservanza di pena. La richiesta, avanzata dal pm Bruno Bucoli, è stata formulata nel procedimento celebrato con rito abbreviato a Marsala su istanza della difesa.

L'accusa sostiene che Calcagno, indicata come una delle presunte amanti del boss Matteo Messina Denaro, avrebbe ospitato il latitante nella sua casa al mare negli ultimi due anni della sua fuga. Secondo la ricostruzione della Dda e degli investigatori del Ros, il ruolo dell'insegnante nei mesi della latitanza sarebbe stato significativo e non marginale.

La versione dell'imputata è diversa: Calcagno si è presentata spontaneamente ai magistrati il 21 gennaio 2023, cinque giorni dopo l'arresto del capomafia, e ha dichiarato di aver scoperto solo allora l'identità dell'uomo con cui aveva intrattenuto una relazione. Ha raccontato che l'uomo si era presentato con il nome di Francesco Salsi e si era spacciato per un medico anestesista in pensione. La donna ha riferito che i due si sarebbero conosciuti nel 2022 in un supermercato a Campobello di Mazara.

Dettagli delle indagini

Gli accertamenti del Reparto Operativo dei Carabinieri (Ros), richiamati nell'atto d'accusa, avrebbero invece documentato frequentazioni prolungate tra la donna e il ricercato e elementi che, secondo la Dda, confermerebbero la condotta di favoreggiamento. L'imputazione comprende anche la contestazione di aver causato la inosservanza di una pena a carico del boss.

Nel corso del procedimento celebrato con rito abbreviato il pm ha depositato la propria richiesta di pena; la decisione finale spetterà ora al giudice chiamato a valutare le prove e le dichiarazioni rese. La scelta del rito abbreviato implica che il dibattimento è sostituito da una fase sommaria giudicata dal magistrato, su istanza della difesa.

Il caso si inserisce nel più ampio filone d'indagine sulle relazioni personali e sul presunto apparato di coperture che hanno permesso la latitanza di Matteo Messina Denaro. Le parti si sono confrontate finora sulle contraddizioni tra le dichiarazioni dell'imputata e gli accertamenti investigativi: elementi che il giudice dovrà ora valutare per decidere sulla richiesta di condanna.

Resta aperta la valutazione sulle conseguenze penali per Calcagno: finché il procedimento non sarà definito con sentenza definitiva, valgono il principio di presunzione d'innocenza e il diritto alla difesa. Le udienze successive del processo a Marsala definiranno tempi e contenuti delle ulteriori difese e repliche delle parti.

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