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Palermo, PEBA adottato ma non accessibile: consiglieri chiedono verifiche e sospensione dei termini
Palermo, PEBA adottato ma non accessibile: consiglieri chiedono verifiche e sospensione dei termini
Dopo l'adozione del PEBA a Palermo emergono gravi criticità digitali, tempi per le osservazioni incerti e mancata partecipazione delle associazioni.
Il Comune di Palermo ha formalmente adottato il PEBA (Piano per l'eliminazione delle barriere architettoniche), ma dalla documentazione pubblicata emergono problemi sostanziali che ne compromettono l'efficacia pratica. I consiglieri comunali Mariangela Di Gangi, Giuseppe Miceli e Antonino Randazzo hanno presentato un'interrogazione urgente chiedendo verifiche tecniche e amministrative e la sospensione dei termini per le osservazioni.
Criticità emerse e richieste dei consiglieri
Secondo i tre esponenti, il Piano non è pienamente accessibile: gli elaborati risultano difficili da rintracciare, dispersi tra Albo Pretorio e Amministrazione Trasparente, e diversi file PDF mostrano criticità nella fruizione con tecnologie assistive. Questo rende il documento potenzialmente inutilizzabile per persone cieche, ipovedenti o con altre disabilità, creando una contraddizione evidente tra scopo e formato.
I consiglieri richiedono che venga verificata l'accessibilità tecnica degli elaborati e che, se la materia rientra negli obblighi contrattuali, il soggetto che ha redatto il PEBA provveda all'adeguamento senza costi aggiuntivi per il Comune.
È stata inoltre sollevata la questione del termine di 30 giorni per la presentazione delle osservazioni: non è chiaro da quale norma derivi né se sia perentorio o ordinatorio. I firmatari chiedono la sospensione di questo termine finché non sarà disponibile una versione pienamente accessibile, per garantire tempi congrui e la possibilità di formulare osservazioni consapevoli.
Tra le richieste concrete figura la realizzazione di una pagina unica dedicata al PEBA, semplice e pienamente accessibile, con tutti gli elaborati raccolti e una modalità chiara per presentare contributi e osservazioni.
Partecipazione, criteri di scelta e risvolti amministrativi
I consiglieri sottolineano poi una carenza nel processo partecipativo. Pur comprendendo che la prima fase non potesse coprire l'intera città, la scelta delle aree, degli immobili e dei percorsi da analizzare avrebbe dovuto essere condivisa con le associazioni e le persone con disabilità, come promesso verbalmente in passato. Non risulta invece un percorso strutturato attraverso il quale gli stakeholder abbiano contribuito alla definizione del primo perimetro.
Per questo motivo i firmatari chiedono di sapere chi ha deciso tali scelte e su quali criteri, anche per evitare che il mancato rispetto dei criteri di accessibilità e di effettivo coinvolgimento possa esporre il procedimento a contestazioni o impugnazioni future.
I consiglieri ribadiscono di aver salutato con favore l'adozione del PEBA e continuano a considerarla un passo avanti, ma chiedono che vengano corretti gli aspetti che compromettono la sua funzionalità: atti accessibili, tempi adeguati e partecipazione reale. "Un Piano per una Palermo senza barriere deve essere senza barriere fin dal primo clic", hanno dichiarato.
La richiesta di chiarimenti e la proposta di sospendere i termini aprono ora un passaggio amministrativo che il Comune dovrà gestire pubblicamente: verifiche tecniche sui documenti, eventuali adeguamenti a carico dei redattori e l'eventuale ridefinizione delle modalità di partecipazione e dei relativi termini. Resta da vedere come l'amministrazione risponderà alle istanze dei consiglieri e alle associazioni interessate.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 11 settembre 2026