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Pinocchio e Giufà a Ragusa Ibla: favole in cammino per un Nuovo Mediterraneo
Pinocchio e Giufà a Ragusa Ibla: favole in cammino per un Nuovo Mediterraneo
Tre giorni di teatro, poesia e arte (16-18 ottobre 2026) per ripensare il Mediterraneo attraverso Pinocchio e Giufà.
Incidente scatenante
Quando il Ministero della Cultura inserisce un progetto nei suoi Progetti Speciali, non è mai un atto banale: diventa invece un invito pubblico a guardare il presente. Così nasce Pinocchio e Giufà. Favole per un Nuovo Mediterraneo, che trasforma Ragusa Ibla in un cantiere di idee dal 16 al 18 ottobre 2026. L'intento è chiaro: mettere in dialogo due figure erranti, farle viaggiare tra memoria e contemporaneita per interrogarci su cosa significhi oggi abitare il Mediterraneo.
La proposta, ideata e diretta da Vicky Di Quattro e promossa dal Teatro Donnafugata con l'Associazione Donnafugata 2000, vede una rete di partner — tra cui il Teatro Stabile di Catania, la Fondazione Nazionale Carlo Collodi e il Comitato per il bicentenario di Collodi** — che non celebra un classico acriticamente, ma lo mette in movimento. È il primo atto di una storia che vuole trasformare la tradizione in strumento critico e creativo.
Il viaggio creativo
L'idea che anima il progetto è semplice e potente: far dialogare Pinocchio, erede della grande letteratura italiana, con Giufà, figura popolare circumnavigata dal Mediterraneo. Entrambi sono protagonisti del viaggio, dell'errore e della trasformazione — elementi che funzionano come chiave per raccontare un bacino marittimo fatto di scambi, lingue e contaminazioni. Portare questo dialogo in Sicilia significa far parlare il territorio attraverso la scena.
La manifestazione non si limita a eventi in sala: dal 12 ottobre artisti, attori, danzatori e musicisti del Teatro Stabile di Catania lavoreranno in residenza a Ibla per dare vita allo spettacolo site-specific La fiamma dei ragazzini – Pinocchio e Giufà. La città stessa — il Teatro Donnafugata, la chiesa di San Vincenzo Ferreri e Palazzo Arezzo di Donnafugata — diventerà parte integrante della creazione scenica, con il patrimonio architettonico che entra nel tessuto narrativo.
Il culmine: parole, mostre e prime
Venerdì 16 ottobre alle 19 il programma si apre al Teatro Donnafugata con un incontro intitolato Il segreto del legno. Pinocchio tra simbolo, iniziazione e metamorfosi, in cui Andrea Scarabelli e Simonetta Bartolini, dialogando con Fulvia Toscano, accompagneranno il pubblico nelle stratificazioni simboliche del burattino. Subito dopo sarà inaugurata la mostra Dal legno di Geppetto ai legni di Sigfrido Bartolini, che approda per la prima volta in Sicilia. L'esposizione ricostruisce il lavoro di Sigfrido Bartolini (1932-2007), autore delle 309 xilografie della monumentale edizione del centenario di Pinocchio, con schizzi, legni incisi e prove di stampa.
Sabato 17, alle 21:30 nella chiesa di San Vincenzo Ferreri, l'attrazione della serata sarà la prima nazionale di Se questo è un bambino. Pinocchio e l'infanzia negata, con Alessio Boni, Maurizio Camardi e Sergio Marchesini, testo di Nina Verdelli. Lo spettacolo sposta lo sguardo sul tema dell'infanzia contemporanea e sulla negazione dei diritti e dei tempi del bambino, trasformando il desiderio di Pinocchio di diventare "un bambino vero" in una domanda pubblica.
Domenica 18 alle 19, il confronto teorico torna al Teatro Donnafugata con l'incontro Pinocchio e Giufà. Favole per un Nuovo Mediterraneo tra letteratura, poesia e teatro, che vedrà salire sul palco Giordano Bruno Guerri, Davide Rondoni e Marco Giorgetti, moderati da Vicky Di Quattro. Alle 20:30, nel colonnato di Palazzo Arezzo di Donnafugata, si raggiunge il culmine con la prima di La fiamma dei ragazzini, testo del poeta Davide Rondoni, regia di Cinzia Maccagnano e musiche originali di Mario Incudine, eseguite dal vivo con Antonio Vasta.
Lo spettacolo mette insieme poesia, danza e musica: scene e costumi di Vincenzo La Mendola, luci di Gaetano La Mela, coreografie di Dario Rigaglia e Sara Pena Cagigas, con il coinvolgimento di Scenario Pubblico. In scena si alternano Giorgia Boscarino, Marta Cirello, Rita Fuoco Salonia, Mario Incudine, Luna Marongiu, oltre a Francesco Adamo e Stefano Cavagnini della Compagnia Zappalà Danza 2.
Trasformazione e possibile continuita
Dietro alle azioni pubbliche emergono dichiarazioni che ne spiegano la portata: per Vicky Di Quattro i due personaggi non sono solo figure da raccontare, ma strumenti per interrogare il Mediterraneo; per Giordano Bruno Guerri la missione della Fondazione Collodi è custodire l'eredità di Pinocchio senza cristallizzarla. Marco Giorgetti vede in questo progetto un modello di teatro che nasce dall'incontro tra poesia, scena e mestieri della creazione: un teatro capace di costruire relazioni con il territorio.
La storia che qui prende forma non chiude un racconto, lo avvia. Ragusa Ibla diventa laboratorio dove la tradizione diventa provocazione e la scena si fa mappa di incontri possibili. Se il progetto funziona, il suo esito non sarà solo un ricordo di tre giorni, ma una traccia per nuove relazioni culturali nel Mediterraneo, dove favole antiche possono ancora mostrare la via per comprendere il presente e immaginare contesti condivisi.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 22 settembre 2026