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Aggressione su un bus AMTS a Catania: dipendente colpito dopo aver vietato di fumare
Aggressione su un bus AMTS a Catania: dipendente colpito dopo aver vietato di fumare
Un giovane lavoratore AMTS è stato preso a pugni su un mezzo di linea; la UIL denuncia clima di paura e chiede interventi urgenti.
Un giovane lavoratore AMTS è stato colpito al volto con un pugno ieri su un bus di linea a Catania, dopo avere ricordato a un passeggero il divieto di fumare sui mezzi pubblici. L'episodio, avvenuto nei pressi del capolinea della stazione, ha innescato una forte reazione sindacale e sollevato timori sulla sicurezza del servizio urbano.
Reazioni sindacali e richieste
I segretari generali di Uil e UilTrasporti Catania, Enza Meli e Salvo Bonaventura, hanno definito la situazione come un clima di crescente paura e ‘sotto assedio’, segnando come prioritaria la tutela del personale e degli utenti. La UIL ha espresso solidarietà alla vittima e a tutte le lavoratrici e i lavoratori che operano in condizioni giudicate sempre più difficili.
Il sindacato annuncia la disponibilità a intraprendere ogni iniziativa legale e sindacale se non arriveranno da AMTS, dal Comune e dalle istituzioni competenti segnali efficaci e concreti di attenzione alla sicurezza di mezzi e persone. Viene chiesto un confronto urgente con i vertici aziendali e le istituzioni per ascoltare appelli e proposte del sindacato.
Nel comunicato la UIL richiama anche episodi precedenti, tra cui i massi scagliati a Librino contro i mezzi pubblici, per argomentare come le aggressioni non siano eventi isolati ma parte di un problema più ampio che mette a rischio il servizio pubblico urbano.
Al momento non sono state diffuse informazioni su eventuali provvedimenti giudiziari o identificazione dell'aggressore; la vicenda resta soggetta ad ulteriori accertamenti da parte delle autorità competenti. La richiesta sindacale è chiara: servono risposte concrete per garantire la sicurezza degli operatori e degli utenti.
I rappresentanti della UIL sollecitano dunque interventi istituzionali che diano segnali tangibili di protezione per il personale e che tutelino la continuità del servizio pubblico, avvertendo che in assenza di tali misure il rischio per dipendenti e cittadini potrebbe aggravarsi.