Arrestato a Biancavilla Vito Amoroso: pistole e proiettili trovati nella camera da letto

I carabinieri di Paternò hanno sequestrato due armi, una con matricola abrasa; il 59enne, legato al clan Toscano-Tomasello-Mazzaglia, è in carcere.

A cura di Redazione
19 ottobre 2026 12:55
Arrestato a Biancavilla Vito Amoroso: pistole e proiettili trovati nella camera da letto -
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Biancavilla. I carabinieri della compagnia di Paternò hanno arrestato il 59enne Vito Amoroso, esponente del clan Toscano-Tomasello-Mazzaglia, dopo aver rinvenuto nella sua abitazione due pistole e numerose munizioni. L'operazione è scattata con una perquisizione di primo mattino della sezione operativa e ha portato al sequestro delle armi e all'arresto per detenzione illegale di armi.

Dettagli dell'operazione

Durante la perquisizione nella casa a due piani, i militari hanno trovato sotto il letto matrimoniale una busta contenente una pistola modello 950 con matricola abrasa, un colpo in canna e un caricatore inserito con sette proiettili calibro 6,35. Nel comodino della stessa stanza è stato recuperato un revolver calibro 38 special a tamburo con sei colpi inseriti e la matricola parzialmente leggibile. Accanto è stato trovato un guanto in lattice contenente altri undici proiettili.

Tutte le armi e le munizioni sono state poste sotto sequestro per gli accertamenti balistici e investigativi del caso. Amoroso, già sottoposto alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, è stato arrestato e condotto al carcere di Catania, piazza Lanza.

Profilo giudiziario e collegamenti mafiosi

Il 59enne vanta una lunga storia giudiziaria: era già stato arrestato per armi nel 2013, coinvolto nell'operazione "Adernò" del 2015 contro il traffico di droga e nell'operazione antimafia "Città blindata" della Dda di Catania nel 2019. Dalle indagini sugli omicidi Bivona e Gioco del 2014 era emerso il suo ruolo di vertice a Biancavilla insieme al fratello Giuseppe, nella gestione del clan attivo in estorsioni, traffico di droga e armi.

Le indagini del 2014 avevano anche rivelato il tentativo di un gruppo rivale di organizzare un agguato per eliminarlo, piano sventato dalle forze dell'ordine nell'ottobre di quell'anno. Al momento l'attività dei carabinieri prosegue per gli accertamenti tecnici sulle armi e per eventuali sviluppi investigativi, nel quadro delle attività della Dda e delle forze dell'ordine sul territorio.

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