Autotrasporto a Catania, il Cts denuncia intimidazioni e chiede intervento di prefetto e questore

Il Comitato Trasportatori Siciliani segnala minacce e blocchi ai caselli di San Gregorio e nell'area portuale; chiede tutela per gli autisti.

A cura di Redazione
21 ottobre 2026 09:46
Autotrasporto a Catania, il Cts denuncia intimidazioni e chiede intervento di prefetto e questore -
Condividi

Le autorità di pubblica sicurezza sono state sollecitate a intervenire dopo che il Comitato Trasportatori Siciliani (Cts) ha denunciato episodi di intimidazione e violenza ai danni di autotrasportatori a Catania. Il coordinatore Salvatore Bella ha chiesto al prefetto e al questore un'azione immediata e coordinata nei punti critici della città: il casello autostradale di San Gregorio e l'area portuale.

"Le minacce e le violenze messe in atto da Richichi e da una piccola parte dei padroncini non ci appartengono", ha detto Bella, sottolineando che la maggioranza degli associati vuole proseguire regolarmente l'attività lavorativa. Il Cts ha chiesto che le forze dell'ordine garantiscano la tutela degli autotrasportatori che non aderiscono ai presidi.

Secondo il Cts, la libertà di circolazione e il diritto al lavoro sono attualmente impediti da «gravissimi episodi di cronaca»: «decine di autotrasportatori sono di fatto bloccati e subiscono minacce dirette da parte di un gruppo di soggetti, facenti capo a Giuseppe Richichi», si legge nella nota del Comitato.

Giuseppe Richichi, presidente dell'associazione imprese autotrasportatori siciliani con sede a Catania, aveva confermato la presenza di presidi di tir e camion nella provincia etnea, indicando concentramenti a Misterbianco, a Tremestieri e ai caselli autostradali di San Gregorio, con «una trentina di mezzi».

La dinamica segnalata mette in luce il conflitto interno alla categoria sull'azione di protesta contro il caro gasolio, che da una parte trova adesioni e dall'altra genera accuse di coercizione verso colleghi. Il Cts evidenzia che le difficoltà economiche della categoria non giustificano, a suo avviso, il ricorso a intimidazioni come il taglio di gomme o le minacce per costringere gli autisti a fermarsi.

Il caso solleva questioni immediate di ordine pubblico e di garanzia dei diritti dei lavoratori sul territorio portuale e nelle vie di collegamento principali. Il Cts ha formalmente rivolto un appello alle autorità competenti per un intervento che riporti condizioni di normalità e consenta agli autotrasportatori di lavorare in sicurezza.

Resta al momento da verificare l'eventuale risposta delle istituzioni e gli sviluppi delle indagini su eventuali comportamenti illeciti. Fonti ufficiali della prefettura e della questura non sono citate nella nota diffusa dal Comitato; la situazione resta dunque monitorata in vista di possibili provvedimenti o azioni di mediazione.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Il Fatto di Sicilia